Questo Natale pinguino e la sua famiglia, compresa la sorellina, se ne vanno al caldo..penisola dello Yucatàn per la precisione. E' il nostro secondo Natale al caldo e aiuta a sopportare il freddo dei mesi che verranno.
Il pinguino augura a tutti un sereno Natale e un ricco 2012, ricco di tutto quello che piu' desiderate.
sabato 24 dicembre 2011
giovedì 22 dicembre 2011
Luci di Natale: candele sul Limmat e auguri!
Questa sera nonostante una pioggia incessante io e il marito siamo stati lungo Limmat (il fiume di Zurigo) a vedere le Lichterschwimmen come suggerito qui.
Il marito ha provato a fare anche alcune foto..purtroppo causa pioggia non è che siano venute benissimo.
Approfitto del post per fare gli auguri di
Il marito ha provato a fare anche alcune foto..purtroppo causa pioggia non è che siano venute benissimo.
Buon compleanno alla sorellina!!!
lunedì 19 dicembre 2011
Lettura e recensione ebook: la donna in gabbia
Navigando alla ricerca di ebook online mi sono imbattuta in questa iniziativa della marsilio editore:
Marsilio mette a disposizione di tutti coloro che abbiano un blog attivo, 100 ebook di La donna in gabbia e Blacklands, gli ultimi thriller di successo pubblicati dalla casa editrice veneziana. I blogger che vorranno prendere parte all'iniziativa riceveranno gratuitamente una copia degli ebook e saranno invitati a scriverne nei propri blog.
Tutti i dettagli dell'iniziativa sul blog Marsilio
Si puo' scaricare qui un'anteprima gratuita di La donna in gabbia
Io partecipo all'iniziativa proprio con la lettura di questo ebook..alla prossima per la recensione.
Marsilio mette a disposizione di tutti coloro che abbiano un blog attivo, 100 ebook di La donna in gabbia e Blacklands, gli ultimi thriller di successo pubblicati dalla casa editrice veneziana. I blogger che vorranno prendere parte all'iniziativa riceveranno gratuitamente una copia degli ebook e saranno invitati a scriverne nei propri blog.
Tutti i dettagli dell'iniziativa sul blog Marsilio
Si puo' scaricare qui un'anteprima gratuita di La donna in gabbia
Io partecipo all'iniziativa proprio con la lettura di questo ebook..alla prossima per la recensione.
Tannembaum e ricordi
E' arrivato il momento di fare l'albero, quest'anno un po' in ritardo rispetto agli altri, di solito per l'8 dicembre faceva già bella mostra di se' nel mio salotto ma quest'anno siamo di corsa e anche se saremo via per Natale all'albero non rinuncio.
A me piace decorare l'albero ogni anno con una o piu' decorazioni nuove, possibilmente comprate in giro per il mondo. In america è facile trovarle, li' ci sono tutto l'anno ma anche in germania non scherzano.
Ho pensato di postare alcune foto per ricordarmi e ricordare alla mia metà i nostri viaggi e i suoi compleanni. La maggior parte, complice il fatto che compie gli anni alla fine di novembre, sono stati acquistati in occasione di viaggi per il suo compleanno.
Quindi ecco le mie decorazioni preferite:
A me piace decorare l'albero ogni anno con una o piu' decorazioni nuove, possibilmente comprate in giro per il mondo. In america è facile trovarle, li' ci sono tutto l'anno ma anche in germania non scherzano.
Ho pensato di postare alcune foto per ricordarmi e ricordare alla mia metà i nostri viaggi e i suoi compleanni. La maggior parte, complice il fatto che compie gli anni alla fine di novembre, sono stati acquistati in occasione di viaggi per il suo compleanno.
Quindi ecco le mie decorazioni preferite:
in assoluto la nostra prima decorazione, arriva dal Canada ed è un alce di vetro
questa invece è l'ultima, l'ho realizzata io con le mie manine
martedì 13 dicembre 2011
Sulle orme di Einstein in svizzera
Credo di averlo accennato ogni tanto ma data la natura del post lo riscrivo, sono una fisica, non teorica come Einstein bensi‘ sperimentale.
Potete capire quindi che tutto quello che ha a che fare con la scienza mi piace e mi interessa. Molto spesso mi interesso alla storia della fisica, unendo un’altra passione che ho: la storia.
La storia di Einstein mi ha sempre affascinato per molti aspetti, in primis per la sua teoria della relatività ma anche per il suo modo anticonformista di vivere la sua vita.
Sapevo già che aveva vissuto nella mia città di nascita, Pavia, che aveva studiato a Zurigo, la mia città di adozione, ma ho scoperto solo ora leggendo una sua biografia molto dettagliata (Einstein-Walter Isaacson) che ha insegnato anche a Winterthur, altra città svizzera dove ho vissuto.
Proprio di questo periodo mi piacerebbe parlare, il suo periodo svizzero. Einstein scelse di trasferirsi dalla Germania alla Svizzera facendo tappa in Italia prima, dove suo padre aveva aperto una ditta di elettricità insieme al fratello. Stanco della rigidità del sistema scolastico tedesco opto‘ per un trasferimento in svizzera per studiare al politecnico di Zurigo.
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lunedì 12 dicembre 2011
Luci natalizie: la competition inizia!
Ogni Natale la stessa storia, il mio quartiere si scatena in una sfida di luci natalizie.
Il vicino di casa M. ogni anno aggiunge una luce nuova, non si è accontentato di Babbo Natale che va sulla moto, delle rennine che corrono..no, ci si è messo coi pupazzi di neve che spazzano la neve e con fiocchi di neve grandi come la luna.
Ecco alcune foto, c'è anche la nostra unica luce..un fiocco di neve che lampeggia di blu e bianco, al confronto noi siamo dei principianti. Persino mio padre visto l'andazzo o forse perché aveva pietà di noi ci ha portato un Babbo Natale da mettere sul balcone. Il marito pero' per ora ha resistito e lo abbiamo messo in bagno..fa luce di notte ;-)
Il vicino di casa M. ogni anno aggiunge una luce nuova, non si è accontentato di Babbo Natale che va sulla moto, delle rennine che corrono..no, ci si è messo coi pupazzi di neve che spazzano la neve e con fiocchi di neve grandi come la luna.
Ecco alcune foto, c'è anche la nostra unica luce..un fiocco di neve che lampeggia di blu e bianco, al confronto noi siamo dei principianti. Persino mio padre visto l'andazzo o forse perché aveva pietà di noi ci ha portato un Babbo Natale da mettere sul balcone. Il marito pero' per ora ha resistito e lo abbiamo messo in bagno..fa luce di notte ;-)
il fiocco di neve è il nostro, la moto del vicino!
L'albero non l'abbiamo ancora fatto ma nel frattempo mi sono messa a preparare decorazioni con la macchina da cucire, regalo di Natale in anticipo della mamma e della sorella, a proposito grazie ancora.
l'orchidea ha ributtato di nuovo..incredibile
Ancora foto di luci:
questa è la luce del paese..dovrebbe creare un effetto di stelline sull'asfalto ma non è che faccia molto
Helga ha pubblicato un post sulle luci natalizie qui..tanto per confrontare svizzera e francia.
venerdì 9 dicembre 2011
Blindekuh: una esperienza interessante
Questo post ha ancora in parte a che fare con le mucche ma anche no, mi spiego meglio.
Oggi sono stata per un corso in questo posto, il corso era un corso di comunicazione al buio. Io pensavo erroneamente alla comunicazione in tempi difficili invece era proprio da prendere alla lettera!! Abbiamo comunicato veramente al buio, un buio che da quando sono in svizzera non avevo mai visto. Le tapparelle qui non fanno lo stesso buio che fanno in italia, infatti mi sono dovuta abituare ad un riverbero della luce della strada..una fatica!
Non vi dico la difficoltà per me, ero quasi l'unica straniera e comprendere colleghi che parlano una lingua non mia al buio non è stato facile, infatti ringrazio il responsabile del corso che ha pregato tutti di non usare il dialetto.
Lo scopo del posto è quello di far comprendere ai vedenti cosa si prova a essere non vedenti, ad utilizzare altri sensi oltre alla vista quindi il tatto, l'udito in particolare e a guidare con la voce.
Abbiamo fatto diversi esercizi sia fuori che dentro, fuori ovviamente bendati e dentro al buio piu' completo.
Ho scoperto quante cose si possano capire di una persona solo ascoltando il timbro di voce.
Abbiamo anche mangiato al buio, è stato anche piu' facile di quanto pensassi. Le cameriere che ci hanno servito, non vedenti, avevano un metodo molto efficiente per servirci, ci comunicavano da quale parte avrebbero servito in modo da rimanere fermi o agevolarle. Dopo un po' che parlavo coi colleghi quasi non mi accorgevo piu' di essere al buio, mi focalizzavo di piu' sul parlato dei colleghi senza poter far vagare lo sguardo e questo aiutava la comprensione.
Una esperienza molto bella, la consiglio a tutti quelli che vengono in svizzera (i ristoranti sono sia a Zurigo che a Basilea), tra l'altro si mangia molto bene.
Oggi sono stata per un corso in questo posto, il corso era un corso di comunicazione al buio. Io pensavo erroneamente alla comunicazione in tempi difficili invece era proprio da prendere alla lettera!! Abbiamo comunicato veramente al buio, un buio che da quando sono in svizzera non avevo mai visto. Le tapparelle qui non fanno lo stesso buio che fanno in italia, infatti mi sono dovuta abituare ad un riverbero della luce della strada..una fatica!
Non vi dico la difficoltà per me, ero quasi l'unica straniera e comprendere colleghi che parlano una lingua non mia al buio non è stato facile, infatti ringrazio il responsabile del corso che ha pregato tutti di non usare il dialetto.
Lo scopo del posto è quello di far comprendere ai vedenti cosa si prova a essere non vedenti, ad utilizzare altri sensi oltre alla vista quindi il tatto, l'udito in particolare e a guidare con la voce.
Abbiamo fatto diversi esercizi sia fuori che dentro, fuori ovviamente bendati e dentro al buio piu' completo.
Ho scoperto quante cose si possano capire di una persona solo ascoltando il timbro di voce.
Abbiamo anche mangiato al buio, è stato anche piu' facile di quanto pensassi. Le cameriere che ci hanno servito, non vedenti, avevano un metodo molto efficiente per servirci, ci comunicavano da quale parte avrebbero servito in modo da rimanere fermi o agevolarle. Dopo un po' che parlavo coi colleghi quasi non mi accorgevo piu' di essere al buio, mi focalizzavo di piu' sul parlato dei colleghi senza poter far vagare lo sguardo e questo aiutava la comprensione.
Una esperienza molto bella, la consiglio a tutti quelli che vengono in svizzera (i ristoranti sono sia a Zurigo che a Basilea), tra l'altro si mangia molto bene.
mercoledì 7 dicembre 2011
Pubblicità sotto Natale
Questo paese ama usare le mucche per le pubblicità, non è una novità. Le trovate dappertutto!
Le piu' divertenti sono quelle del latte svizzero, la mucchina che fa freeclimbing, salta con tarzan e fa tutto meno che fare il latte, per le feste si è messa in tiro..guardate che foto..
Invece quella che mi ha stupito è quella degli aiuti alle chiese evangeliche, li ho trovati di un'ironia pungente che mi piace.
In pratica suggeriscono di regalare alla suocera 30 oche..mi sa che la mia sarebbe pure contenta, le fa al forno!
Le piu' divertenti sono quelle del latte svizzero, la mucchina che fa freeclimbing, salta con tarzan e fa tutto meno che fare il latte, per le feste si è messa in tiro..guardate che foto..
Invece quella che mi ha stupito è quella degli aiuti alle chiese evangeliche, li ho trovati di un'ironia pungente che mi piace.
In pratica suggeriscono di regalare alla suocera 30 oche..mi sa che la mia sarebbe pure contenta, le fa al forno!
lunedì 5 dicembre 2011
Multilinguismo in svizzera
Vivere in svizzera vuol dire essere immersi nel multilinguismo in tutti i sensi, ecco una intervista che lo spiega.
Realizzata da me a un collega, potete leggerla qui.
Realizzata da me a un collega, potete leggerla qui.
venerdì 2 dicembre 2011
I spy..
Spio in altri blog e in particolare in questo dove si parla di una festa tipica bernese, che dire festa particolare peccato che io non ami particolarmente le cipolle infatti è l'unica focaccia ligure che non mangio..benchè sappia che è molto buona.
Ringrazio l'autrice del blog per la visita e per avermela fatta scoprire, ma li' piangevano tutti alla fine ?
Ho aggiunto la neve..qui non ha ancora nevicato ma l'aspettiamo per la settimana prossima a sentire le previsioni quindi il blog si prepara!
Ringrazio l'autrice del blog per la visita e per avermela fatta scoprire, ma li' piangevano tutti alla fine ?
Ho aggiunto la neve..qui non ha ancora nevicato ma l'aspettiamo per la settimana prossima a sentire le previsioni quindi il blog si prepara!
giovedì 1 dicembre 2011
Achtung: Kinder!
Una delle cose che mi ha sempre colpito della svizzera e in particolare del paese (ah scusate qui dovrei definirla città) in cui vivo è il fatto che i bambini sono liberi di scorazzare in giro da soli. Cioè proprio da soli, senza nonni, mamme, papà, babysitter etc..Vanno a scuola da soli già dall'età di 4 anni anche per distanze abbastanza lunghe, gli automobilisti quando ricominciano le scuole sono allertati da cartelli come quello della foto (notare che è scritto in svizzero..gäll ;-) ) ad andare piano e a fare attenzione ai bambini. I bambini sopra la giacca indossano una banda catarifrangente e poi agli attraversamenti principali, che loro conoscono, ci sono dei volontari ogni mattina e a mezzogiorno che fermano le auto e li fanno attraversare.
Geniale, se lo facessero in italia la mia cittadine di provincia sarebbe magari esente dall'invasione di SUV e macchinoni di genitori che accompagnano i bambini a scuola.
Giova anche il fatto che qui i genitori non possono scegliere la scuola che vogliono ma a seconda di dove si vive si manda il bimbo a scuola nel distretto scolastico vicino.
Altra cosa per me spassosissima è i mezzi con cui i bambini vanno a scuola. Si passa dal monopattino, di solito utilizzato dai bimbi del kindergarten, alla bicicletta, rigorosamente mountainbike, per i bambini piu' grandi delle elementari.
Li vedo aspettarsi agli angoli della strada per andare tutti insieme, mi passano davanti alla fermata del bus. I piu' buffi sono quelli piccoli, con la loro tracollina che gli casca da una spalla o trascinata dietro, che parlottano tra di loro, raccolgono foglie, trascinano i piedi per la mancanza di voglia di arrivare.
Mi riporta indietro alla mia infanzia in un piccolo paese della provincia, non bisogna andare tanto indietro ma un tempo anche in italia era cosi'.
Aggiorno sul tema lavoro, oggi pomeriggio ho avuto lo schnüppernachmittag (il pomeriggio di prova, detto alla svizzera!). La collega con cui dovrei lavorare mi ha spiegato quello che fa e quello che dovrei fare anche io, ha parlato sempre in dialetto ma l'ho seguita abbastanza. Non ha mai lavorato con donne, io nemmeno quindi sarà divertente..mi faranno sapere quindi attendo.
Geniale, se lo facessero in italia la mia cittadine di provincia sarebbe magari esente dall'invasione di SUV e macchinoni di genitori che accompagnano i bambini a scuola.
Giova anche il fatto che qui i genitori non possono scegliere la scuola che vogliono ma a seconda di dove si vive si manda il bimbo a scuola nel distretto scolastico vicino.
Altra cosa per me spassosissima è i mezzi con cui i bambini vanno a scuola. Si passa dal monopattino, di solito utilizzato dai bimbi del kindergarten, alla bicicletta, rigorosamente mountainbike, per i bambini piu' grandi delle elementari.
Li vedo aspettarsi agli angoli della strada per andare tutti insieme, mi passano davanti alla fermata del bus. I piu' buffi sono quelli piccoli, con la loro tracollina che gli casca da una spalla o trascinata dietro, che parlottano tra di loro, raccolgono foglie, trascinano i piedi per la mancanza di voglia di arrivare.
Mi riporta indietro alla mia infanzia in un piccolo paese della provincia, non bisogna andare tanto indietro ma un tempo anche in italia era cosi'.
Aggiorno sul tema lavoro, oggi pomeriggio ho avuto lo schnüppernachmittag (il pomeriggio di prova, detto alla svizzera!). La collega con cui dovrei lavorare mi ha spiegato quello che fa e quello che dovrei fare anche io, ha parlato sempre in dialetto ma l'ho seguita abbastanza. Non ha mai lavorato con donne, io nemmeno quindi sarà divertente..mi faranno sapere quindi attendo.
martedì 29 novembre 2011
L'albero che canta!
Novembre ormai sta finendo e con la domenica appena passata siamo entrati nel periodo dell'avvento.
In città le vetrine e le strade sono già decorate per il periodo natalizio. Dopo tot anni che vivo qui è bello poter contare su tradizioni natalizie che non cambiano e che si ripetono ciclicamente ogni 12 mesi.
I mercatini di Natale sono una di queste anche se la precisione svizzera me li ha fatti venire un po' a noia, gli stand sono sempre nello stesso posto tutti gli anni. Potrei farmi bendare in un preciso punto sotto l'albero di Swarovski in Zürich HB e dirvi esattamente dove sono i vari stand, quello del tedesco che taglia le carote a destra e poi a sinistra, quello delle candele..beh uno dei tanti..dritto e poi a sinistra insomma avete capito, non li spostano!
Una tradizione che non mi è venuta ancora a noia è questa: l'albero di natale che canta.
Quasi tutti i giorni fino a Natale gruppi corali di scuole varie di Zurigo ma anche dall'estero si alternano a cantare su una pedana a forma di albero allestita per loro. Tanto per non gelarvi nell'attesa, perché aimé si fanno attendere (cominciassero puntuali mannaggia!!) potete scaldarvi con il banchetto accanto che vende il glüwein.
Dimenticavo per chi passasse da Zurigo e volesse andarlo a vedere si trova in Werdmühleplatz, in pratica arrivando dalla stazione andate direzione lago sulla Bahnofstrasse, passate il grande magazzino Globus e sulla sinistra poco prima di Uraniastrasse trovate un arco rosso che vi conduce all'albero.
In città le vetrine e le strade sono già decorate per il periodo natalizio. Dopo tot anni che vivo qui è bello poter contare su tradizioni natalizie che non cambiano e che si ripetono ciclicamente ogni 12 mesi.
I mercatini di Natale sono una di queste anche se la precisione svizzera me li ha fatti venire un po' a noia, gli stand sono sempre nello stesso posto tutti gli anni. Potrei farmi bendare in un preciso punto sotto l'albero di Swarovski in Zürich HB e dirvi esattamente dove sono i vari stand, quello del tedesco che taglia le carote a destra e poi a sinistra, quello delle candele..beh uno dei tanti..dritto e poi a sinistra insomma avete capito, non li spostano!
Una tradizione che non mi è venuta ancora a noia è questa: l'albero di natale che canta.
Quasi tutti i giorni fino a Natale gruppi corali di scuole varie di Zurigo ma anche dall'estero si alternano a cantare su una pedana a forma di albero allestita per loro. Tanto per non gelarvi nell'attesa, perché aimé si fanno attendere (cominciassero puntuali mannaggia!!) potete scaldarvi con il banchetto accanto che vende il glüwein.
Dimenticavo per chi passasse da Zurigo e volesse andarlo a vedere si trova in Werdmühleplatz, in pratica arrivando dalla stazione andate direzione lago sulla Bahnofstrasse, passate il grande magazzino Globus e sulla sinistra poco prima di Uraniastrasse trovate un arco rosso che vi conduce all'albero.
domenica 27 novembre 2011
I like from CH
Prendo spunto da altri post visti di questi tempi riguardo a cosa mi piace del paese in cui vivo.
Ecco la mia personalissima lista, non in ordine di importanza!
Ecco la mia personalissima lista, non in ordine di importanza!
- La Sprüngli. Amo i dolci, li ho sempre amati anche in italia ma non ho mai identificato una pasticceria come la pasticceria. Beh qui l'ho fatto ed è lei la prescelta. Sarà perché incarna la zurighesità in tutto il suo snobismo e chic. Le commesse sembrano piu' concierge d'hotel a 5 stelle che commesse di pasticceria e anche quando confezionano un semplice panino è sempre un capolavoro.
- Dolder sulle colline di Zurigo. L'ho scoperto da poco ma quando arriva la stagione invernale mi piace pensare che c'è e che posso andarci quando ho voglia. Il fatto di poterci andare con il trenino a cremagliera me lo rende ancora piu' bello. Mi sembra di avere la montagna a 10 minuti di trenino. Il percorso per arrivarci poi è fantastico: una passeggiata in mezzo al bosco.
- Il lago di Zurigo. Ne ho già parlato in un altro post. Lui è bello sia d'estate che d'inverno. In autunno e primavera, dalla costa ovest e da quella a est. Da Rapperswill (sud) cosi' come da Zurigo (nord). E' lui e basta!
- Alcune espressioni svizzere. Magari c'è chi storcerà il naso a questo punto ma a me piacciono. In particolare malluogen (spero si scriva cosi'!) che vuol dire guardare, osservare, usato di solito in un negozio per rispondere alla commessa che vuole aiutarci..no no sa io guardo!! Mi ricorda l'espressione che usa sempre mia madre in dialetto per dirmi di guardare se trovo un parcheggio ed è fa balla l'og, letteralmente fai ballare l'occhio. Il significato non è lo stesso ma non so perché per me sono associabili.
- Il müesli. La parola è pure svizzera e potrebbe quindi di diritto essere inclusa nel punto precedente. Non amo molto lo yogurt, l'ho sempre mangiato a periodi ma con il müesli è tutta un'altra storia perché quello che usano qui è ottimo. Ho persino preso l'abitudine di mangiarlo a pranzo. Mi riempie quanto e piu' di un panino e arrivo a sera senza fame.
mercoledì 23 novembre 2011
How to work better
Rimango sul tema lavoro e parlo di un edificio che mi ha sempre incuriosito e che vedo ogni qual volta prendo il treno per Zurigo, quindi molto spesso.
L'edificio è vicino alla stazione di Oerlikon Zürich per chi volesse andarlo a vedere di persona.
La particolarità di questa edificio è che sulla facciata esterna c'è una lista che dovrebbe aiutare a lavorare meglio.
Su questo sito trovate la spiegazione in tedesco, la traduco sommariamente qui di seguito:
Peter Fieschli e David Weiss (all'incirca all'inizio degli anni '90) fotografarono un pannello in una fabbrica di ceramica in Thailandia con dieci regole ( o suggerimenti). Lapidario e geniale! Dal'92 un pannello identico si trova su una facciata di un edificio per uffici a Zürich-Oerlikon...
Il testo in inglese è riportato nella foto qui sopra. Direi che quasi tutti i punti sono utili, in particolare il punto 4: imparare a fare domande..quanto sarebbe utile a tutti, me compresa..non mi escludo perché al di là della lingua fare una domanda BENE, non è facile per nessuno.
Riporto qua sotto anche una foto di dove si trova..caso mai qualcuno fosse interessato ad andarlo a vedere.
L'edificio è vicino alla stazione di Oerlikon Zürich per chi volesse andarlo a vedere di persona.
La particolarità di questa edificio è che sulla facciata esterna c'è una lista che dovrebbe aiutare a lavorare meglio.
Su questo sito trovate la spiegazione in tedesco, la traduco sommariamente qui di seguito:
Peter Fieschli e David Weiss (all'incirca all'inizio degli anni '90) fotografarono un pannello in una fabbrica di ceramica in Thailandia con dieci regole ( o suggerimenti). Lapidario e geniale! Dal'92 un pannello identico si trova su una facciata di un edificio per uffici a Zürich-Oerlikon...
Il testo in inglese è riportato nella foto qui sopra. Direi che quasi tutti i punti sono utili, in particolare il punto 4: imparare a fare domande..quanto sarebbe utile a tutti, me compresa..non mi escludo perché al di là della lingua fare una domanda BENE, non è facile per nessuno.
Riporto qua sotto anche una foto di dove si trova..caso mai qualcuno fosse interessato ad andarlo a vedere.
P.S. Il secondo colloquio è andato, spero bene, aspetto il terzo..eh si qui vanno per le lunghe!!
venerdì 18 novembre 2011
Lavoro:piccolo vademecum per la svizzera
Ho pensato di raccogliere in un post quello che ho imparato sulla ricerca di lavoro in svizzera. E' un vademecum molto personale e riferito principalmente alla svizzera tedesca.
Per chi cerca nel settore informatico, ingegneria etc..http://www.ingjobs.ch/de/
Altro motore interessante è: www.ch-stellensuche.com
Invece per chi avesse iphone o ipad consiglio questo:www.jumbo-job-services.ch, hanno anche una pagina facebook www.facebook.com/jumbojobservices
La svizzera come molti altri paesi in europa ha diversi head hunter che operano nei diversi cantoni, quelli che conosco e ho utilizzato: www.jobwinner.ch, http://www.jokerpersonal.ch/, www.personalknobel.ch, www.experteer.ch.
Molti di questi siti sono nelle tre lingue nazionali: tedesco, francese e italiano ma ovvio gli annunci per la svizzera tedesca li troverete solo in tedesco!
Avvertimento: senza il tedesco in svizzera tedesca non è facilissimo trovare lavoro. Ovvio se volete lavorare in inglese basta cercare nei siti di multinazionali che operano in svizzera (Nestle, Roche, Novartis etc), lavorando solo in inglese pero' vi perderete una parte della svizzera dato che entrerete in contatto con stranieri come voi o con svizzeri che parlano inglese (abbastanza comunque!).Quest'ultima ovvio è una mia osservazione puramente personale,se sapete già di voler rimanere in svizzera per poco le multinazionali sono di sicuro la scelta ottimale.
Cominciamo dai siti internet, i piu' conosciuti sono i classici www.job.ch, www.jobrapido.ch, www.jobheidi.ch.Per chi cerca nel settore informatico, ingegneria etc..http://www.ingjobs.ch/de/
Altro motore interessante è: www.ch-stellensuche.com
Invece per chi avesse iphone o ipad consiglio questo:www.jumbo-job-services.ch, hanno anche una pagina facebook www.facebook.com/jumbojobservices
La svizzera come molti altri paesi in europa ha diversi head hunter che operano nei diversi cantoni, quelli che conosco e ho utilizzato: www.jobwinner.ch, http://www.jokerpersonal.ch/, www.personalknobel.ch, www.experteer.ch.
Molti di questi siti sono nelle tre lingue nazionali: tedesco, francese e italiano ma ovvio gli annunci per la svizzera tedesca li troverete solo in tedesco!
Eventi culturali e altro a Zurigo
Per chi fosse interessato a conoscere eventi culturali e non che si tengono a Zurigo mensilmente consiglio il giornalino Maps Züri Agenda. E' in diverse lingue, compreso l'italiano!
Per riceverlo gratuitamente a casa non dovete far altro che contattarli telefonicamente:
044 415 65 89 o via mail maps@aoz.ch
Per riceverlo gratuitamente a casa non dovete far altro che contattarli telefonicamente:
044 415 65 89 o via mail maps@aoz.ch
giovedì 17 novembre 2011
Son soddisfazioni!!
Ci sono giorni in cui tutto gira per il verso giusto, il sole magari non brilla nel cielo ma in me di sicuro si..ieri è stato un giorno cosi'!
Ho sostenuto un colloquio di lavoro in una piccola ditta vicino casa, ditta ovviamente svizzera. Al telefono mi avevano già detto che a loro serviva una persona che non avesse difficoltà con lo svizzero e li' l'ho presa molto con spirito e ho chiesto quale dialetto dato che qui, come pure in italia ben inteso, ce ne sono diversi..lo svizzero zurighese è sembrato sufficiente quindi non ho mentito molto e ho risposto che si poteva fare.
Bene al momento del colloquio, in svizzero, mi sono trovata benissimo..ho capito magari non tutte le singole parole ma il senso del discorso l'ho capito bene. Sospirone di sollievo e una bella pacca virtuale sulla spalla per me..sarà una piccola soddisfazione per qualcuno ma per me è una grandissima soddisfazione
Ho sostenuto un colloquio di lavoro in una piccola ditta vicino casa, ditta ovviamente svizzera. Al telefono mi avevano già detto che a loro serviva una persona che non avesse difficoltà con lo svizzero e li' l'ho presa molto con spirito e ho chiesto quale dialetto dato che qui, come pure in italia ben inteso, ce ne sono diversi..lo svizzero zurighese è sembrato sufficiente quindi non ho mentito molto e ho risposto che si poteva fare.
Bene al momento del colloquio, in svizzero, mi sono trovata benissimo..ho capito magari non tutte le singole parole ma il senso del discorso l'ho capito bene. Sospirone di sollievo e una bella pacca virtuale sulla spalla per me..sarà una piccola soddisfazione per qualcuno ma per me è una grandissima soddisfazione
giovedì 10 novembre 2011
Questa e' troppo bella..
Ok ok alle volte tratteggio la svizzera in termini un po' troppo muccosi e divertenti ma non e' colpa mia...pure loro ci marciano, guardatevi questa e per la cronaca non tutti i vecchietti sono così ma la maggior parte parla così ;-)
La prima volta che l'ho vista mi sono scompisciata dal ridere..dolorosamente dato che mi hanno appena estratto un dente e mi fa male pure a ridere.
La prima volta che l'ho vista mi sono scompisciata dal ridere..dolorosamente dato che mi hanno appena estratto un dente e mi fa male pure a ridere.
venerdì 4 novembre 2011
Integrazione e altri pensieri sparsi
Quando penso alla mia vita all'estero immancabilmente penso a quello che ho lasciato, alle cose che ho appreso di me, alle mie nuove abitudini e alle vecchie..talmente vecchie che faccio fatica a ricordarmele.
Mi chiedo come fare a integrarmi meglio nel paese che ho scelto o in cui mi e' capitato di vivere. In questo momento della mia vita starei meglio da qualche altra parte? Sarebbe più facile accettare i cambiamenti della mia vita se avessi accanto la mia famiglia d'origine o se tutti accanto a me parlassero la mia lingua?
Cinque minuti per pensarci e la risposta arriva...no, non sarebbe più facile, sarebbe solo diverso e accettare il fatto che è diverso credo sia la parte più difficile ma anche più bella dell'espatrio. Lo stesso principio con cui di solito spieghiamo ai bambini, loro che non ne avrebbero bisogno, di accettare la diversità nei vari ambiti e di integrare e integrarsi nei vari contesti. In fondo in fondo ogni volta che cambiamo ambiente, che sia un ufficio, una scuola, un paese nuovo, dobbiamo imparare come funziona, le regole non scritte ma da tutti rispettate.
Alle volte faccio ancora fatica a confrontarmi con certi aspetti di questo paese ma ho la fortuna di avere incontrato persone che mi hanno spiegato i loro punti di vista e ho imparato ad ascoltarli..cosa non facile a volte a causa della lingua e della mia propensione a non voler ascoltare, lo ammetto!
Il più bel complimento che abbia mai ricevuto da quando sono qui e che mi fa ben sperare nel mio processo di integrazione me l' ha fatto l'insegnante di tedesco e non era per i miei miglioramenti nella struttura della frase bensì per il fatto che mi ha visto più propositiva, più interessata a comprendere le differenze e curiosa di quello che posso imparare.
Forse e' vero quello che altri espatriati mi hanno detto: il primo anno sarà tutto nuovo e da scoprire, il secondo comincerai a vedere le crepe e i difetti, il terzo subentrerà la frustrazione ma se superi tutto questo poi il cammino, tra alti e bassi, e' tutta discesa..ops io ho paura delle discese ;-)
Mi chiedo come fare a integrarmi meglio nel paese che ho scelto o in cui mi e' capitato di vivere. In questo momento della mia vita starei meglio da qualche altra parte? Sarebbe più facile accettare i cambiamenti della mia vita se avessi accanto la mia famiglia d'origine o se tutti accanto a me parlassero la mia lingua?
Cinque minuti per pensarci e la risposta arriva...no, non sarebbe più facile, sarebbe solo diverso e accettare il fatto che è diverso credo sia la parte più difficile ma anche più bella dell'espatrio. Lo stesso principio con cui di solito spieghiamo ai bambini, loro che non ne avrebbero bisogno, di accettare la diversità nei vari ambiti e di integrare e integrarsi nei vari contesti. In fondo in fondo ogni volta che cambiamo ambiente, che sia un ufficio, una scuola, un paese nuovo, dobbiamo imparare come funziona, le regole non scritte ma da tutti rispettate.
Alle volte faccio ancora fatica a confrontarmi con certi aspetti di questo paese ma ho la fortuna di avere incontrato persone che mi hanno spiegato i loro punti di vista e ho imparato ad ascoltarli..cosa non facile a volte a causa della lingua e della mia propensione a non voler ascoltare, lo ammetto!
Il più bel complimento che abbia mai ricevuto da quando sono qui e che mi fa ben sperare nel mio processo di integrazione me l' ha fatto l'insegnante di tedesco e non era per i miei miglioramenti nella struttura della frase bensì per il fatto che mi ha visto più propositiva, più interessata a comprendere le differenze e curiosa di quello che posso imparare.
Forse e' vero quello che altri espatriati mi hanno detto: il primo anno sarà tutto nuovo e da scoprire, il secondo comincerai a vedere le crepe e i difetti, il terzo subentrerà la frustrazione ma se superi tutto questo poi il cammino, tra alti e bassi, e' tutta discesa..ops io ho paura delle discese ;-)
venerdì 14 ottobre 2011
Dal finestrino del treno
Questi ultimi mesi e settimane sono stata sempre in giro e superstressata quindi poco tempo per scrivere, ne ho approfittato per fare un po' di foto con l'unica cosa che avessi con me: il mio cellulare ; )
La mia preferita è l'immagine di un grande cuore realizzato con piccoli fiorellini bianchi su un prato verde, rimarrà fino a che non taglieranno l'erba ma le mattine in cui dovevo stare 45 minuti sul trenino per Stein (a proposito quanto possono essere belli i treni svizzeri ancora non mi capacito!! -->vedi foto) il pensiero di vedere quel cuore mi faceva tenere gli occhi aperti e non dormire come mio solito.
La mia preferita è l'immagine di un grande cuore realizzato con piccoli fiorellini bianchi su un prato verde, rimarrà fino a che non taglieranno l'erba ma le mattine in cui dovevo stare 45 minuti sul trenino per Stein (a proposito quanto possono essere belli i treni svizzeri ancora non mi capacito!! -->vedi foto) il pensiero di vedere quel cuore mi faceva tenere gli occhi aperti e non dormire come mio solito.
venerdì 9 settembre 2011
Lingua..che fatica!
E' una settimana che viaggio su un trenino frequentato da una utenza che va dai 15enni in vacanza con la scuola ai 60enni in vacanza con la bici..giuro non sto scherzando, questi a 60 anni e passa hanno ancora la forza di alzarsi presto, prendere il trenino con la bici appresso e spararsi le colline svizzere in mountainbike!
Da anni di pendolarismo a orari assurdi e su treni assurdi sono abituata a dormire o a cercare di dormire sui treni, come si puo' immaginare su un treno di questo tipo è impossibile..i vecchietti amano parlare, beati loro che hanno tutta 'sta energia. A questo punto io cerco di unire l'utile al dilettevole e seguo i loro discorsi e qui arrivo al titolo del post..la lingua!
Da anni di pendolarismo a orari assurdi e su treni assurdi sono abituata a dormire o a cercare di dormire sui treni, come si puo' immaginare su un treno di questo tipo è impossibile..i vecchietti amano parlare, beati loro che hanno tutta 'sta energia. A questo punto io cerco di unire l'utile al dilettevole e seguo i loro discorsi e qui arrivo al titolo del post..la lingua!
mercoledì 7 settembre 2011
Ancora Wappen: Canton Schaffhausen
In questi giorni di tempo caldo/freddo che sembra di stare in una centrifuga rotta, non so se tornerò bagnata o asciutta, mi ritrovo a viaggiare tra il canton Zurigo e il canton Schaffhausen. Sono vicini, sfido io qui è tutto vicino. Quest'ultimo cantone non è che mi abbia mai entusiasmato piú di tanto all'inizio, certo c'è il Reno che lo attraversa e ci sono le molto gettonate Rheinfall. Chissà come mai ogni volta che ci porto qualcuno li' piove, quindi di solito la scena è acqua sopra e acqua sotto.
Un piccolo gioiello del cantone rimane pero' Stein am Rhein (letteralmente pietra sul Reno), è un paese rinascimentale. Sembra uno di quei paesi da cartolina tedeschi con le facciate dei palazzi affrescati, il Reno che la attraversa e innumerevoli turisti.
Ultimamente ci passo le mie giornate ed andare a lavorare passando per le vie piene di turisti tedeschi mi fa molto sorridere. Con qualunque tempo loro vanno comunque in bicicletta, piove a vento, fa freddo..loro imperterriti vestiti a cipolla si inerpicano su per le colline. Il pomeriggio poi me li ritrovo in giro per il centro stanchi morti a rilassarsi con il classico birrozzo al bar.
Un piccolo gioiello del cantone rimane pero' Stein am Rhein (letteralmente pietra sul Reno), è un paese rinascimentale. Sembra uno di quei paesi da cartolina tedeschi con le facciate dei palazzi affrescati, il Reno che la attraversa e innumerevoli turisti.
Ultimamente ci passo le mie giornate ed andare a lavorare passando per le vie piene di turisti tedeschi mi fa molto sorridere. Con qualunque tempo loro vanno comunque in bicicletta, piove a vento, fa freddo..loro imperterriti vestiti a cipolla si inerpicano su per le colline. Il pomeriggio poi me li ritrovo in giro per il centro stanchi morti a rilassarsi con il classico birrozzo al bar.
lunedì 29 agosto 2011
1 agosto
So che siamo ormai alla fine di agosto ma tra i vari impegni non ho mai avuto molto tempo per me e mi sono proprio dimenticata del blog.
Volevo parlare un po' di questa festa nazionale svizzera che con il tempo ho iniziato ad apprezzare tanto che mi ricordo piú di questa festa che di quella nazionale italiana, forse perché qui a differenza che in italia la festa nazionale è veramente festeggiata dal popolo. Si organizzano diversi eventi, tutta la svizzera è addobbata di bandiere bianche e rosse. Persino le mucche il giorno della festa sembrano tutte patriottiche ; )
Rimando alla solita wiki per le informazioni storiche sul perché si festeggi proprio il 1 agosto, tra parentesi è da non molto che i cittadini in tutti i cantoni svizzeri la festeggiano. Prima era a discrezione del cantone dare un giorno festivo ai loro cittadini.
Quest'anno abbiamo deciso con amici di festeggiarlo alla maniera svizzera! Siamo andati in una delle fattorie del canton Zurigo che per il 1 agosto organizza un bel brunch all'aperto. Quindi sveglia non eccessivamente presto per essere sul posto alle 10 e cominciare ordinatamente a fare la fila per le uova con il rösti (patate tagliuzzate e fritte in un pentolone a mo' frittata) e bacon, formaggi emmenthal e gruyere nonché quelli tipici della zona. Gli organizzatori avevano addirittura tagliato il formaggio a forma di mucca ; )
Marmellate varie, fatte rigorosamente da loro, e il pane tipico di qui (nero e coi cereali)..torte alla frutta e l'immancabile müsli già pronto (yogurt di frutti di bosco mischiato con il müsli appunto, qui in svizzera buonissimo, soprattutto se fatto con il latte della fattoria!)
Le donne e i giovani che servivano erano tutti vestiti con l'immancabile maglietta rossa con la croce bianca. I bambini, tanti, giocavano sui covoni di paglia allestiti poco lontano dai tavoli dove i genitori mangiavano. Mentre vicino alla stia dei polli c'era una specie di casetta dove i bambini venivano invitati a conoscere le galline e a prendere disegni da colorare. I trattori e tutte le curiosità della fattoria poi facevano il resto e non ho mai visto dei bambini cosi' contenti di rotolarsi nella paglia.
Non è stato facile trovare posto a sedere per mangiare, la gente era tanta ma alla fine ci siamo arrangiati e ci siamo divertiti.
La cosa bella è che, oltre a questa fattoria, molte altre organizzano eventi di questo tipo, il sito qui!
Volevo parlare un po' di questa festa nazionale svizzera che con il tempo ho iniziato ad apprezzare tanto che mi ricordo piú di questa festa che di quella nazionale italiana, forse perché qui a differenza che in italia la festa nazionale è veramente festeggiata dal popolo. Si organizzano diversi eventi, tutta la svizzera è addobbata di bandiere bianche e rosse. Persino le mucche il giorno della festa sembrano tutte patriottiche ; )
Rimando alla solita wiki per le informazioni storiche sul perché si festeggi proprio il 1 agosto, tra parentesi è da non molto che i cittadini in tutti i cantoni svizzeri la festeggiano. Prima era a discrezione del cantone dare un giorno festivo ai loro cittadini.
Quest'anno abbiamo deciso con amici di festeggiarlo alla maniera svizzera! Siamo andati in una delle fattorie del canton Zurigo che per il 1 agosto organizza un bel brunch all'aperto. Quindi sveglia non eccessivamente presto per essere sul posto alle 10 e cominciare ordinatamente a fare la fila per le uova con il rösti (patate tagliuzzate e fritte in un pentolone a mo' frittata) e bacon, formaggi emmenthal e gruyere nonché quelli tipici della zona. Gli organizzatori avevano addirittura tagliato il formaggio a forma di mucca ; )
Marmellate varie, fatte rigorosamente da loro, e il pane tipico di qui (nero e coi cereali)..torte alla frutta e l'immancabile müsli già pronto (yogurt di frutti di bosco mischiato con il müsli appunto, qui in svizzera buonissimo, soprattutto se fatto con il latte della fattoria!)
Le donne e i giovani che servivano erano tutti vestiti con l'immancabile maglietta rossa con la croce bianca. I bambini, tanti, giocavano sui covoni di paglia allestiti poco lontano dai tavoli dove i genitori mangiavano. Mentre vicino alla stia dei polli c'era una specie di casetta dove i bambini venivano invitati a conoscere le galline e a prendere disegni da colorare. I trattori e tutte le curiosità della fattoria poi facevano il resto e non ho mai visto dei bambini cosi' contenti di rotolarsi nella paglia.
Non è stato facile trovare posto a sedere per mangiare, la gente era tanta ma alla fine ci siamo arrangiati e ci siamo divertiti.
La cosa bella è che, oltre a questa fattoria, molte altre organizzano eventi di questo tipo, il sito qui!
sabato 30 luglio 2011
Un sole tutto colorato
Della serie quest'anno nascono tanti bimbi alle donne che conosco ; )
Mi sono messa al lavoro e ho realizzato per una bimba questo "kuschli", penso si scriva cosi', il pupazzo che i bimbi hanno vicino quando si addormentano per intendersi..in tedesco sarebbe Kuscheltier!
Non mi è venuto male, che dite?
Mi sono messa al lavoro e ho realizzato per una bimba questo "kuschli", penso si scriva cosi', il pupazzo che i bimbi hanno vicino quando si addormentano per intendersi..in tedesco sarebbe Kuscheltier!
Non mi è venuto male, che dite?
venerdì 22 luglio 2011
Piove ..mamma come piove!
Il tempo qui e' tornato a essere quello che ricordavo in estate: piove!
Le svizzere/ espatriate come me lo sanno già, qui l'estate non perdona. Se ti concede qualche giorno di sole e caldo poi ti presenta sempre il conto con un luglio o un agosto da ricordare.
In particolare quest'anno mi ricorda tanto quando ci trasferimmo nell'attuale casa. Il trasloco era previsto per il 30 giugno e quel giorno fummo fortunati, ma dal 1 luglio fino al 12 luglio piovve senza sosta tanto che ci si allago' la cantina nuova..tenuto conto che e' anche il rifugio antiatomico la cosa faceva molto ridere!
Quest'anno ha cominciato settimana scorsa, a dire il vero a inizio luglio ero via quindi non so proprio come fosse il tempo, ma e' una settimana che non smette. Mi e' già capitato di uscire con un timido sole e di tornare fradicia causa doccia improvvisa.
E dire che dovrei essermici abituata!
Continuo coi lavori di cucito e un nuovo lavoro part-time quindi di tempo per il blog non me ne rimane molto ma ho intenzione di tornare a parlare di wappen e di svizzera in generale..anche perché la grande festa si sta per avvicinare.
Le svizzere/ espatriate come me lo sanno già, qui l'estate non perdona. Se ti concede qualche giorno di sole e caldo poi ti presenta sempre il conto con un luglio o un agosto da ricordare.
In particolare quest'anno mi ricorda tanto quando ci trasferimmo nell'attuale casa. Il trasloco era previsto per il 30 giugno e quel giorno fummo fortunati, ma dal 1 luglio fino al 12 luglio piovve senza sosta tanto che ci si allago' la cantina nuova..tenuto conto che e' anche il rifugio antiatomico la cosa faceva molto ridere!
Quest'anno ha cominciato settimana scorsa, a dire il vero a inizio luglio ero via quindi non so proprio come fosse il tempo, ma e' una settimana che non smette. Mi e' già capitato di uscire con un timido sole e di tornare fradicia causa doccia improvvisa.
E dire che dovrei essermici abituata!
Continuo coi lavori di cucito e un nuovo lavoro part-time quindi di tempo per il blog non me ne rimane molto ma ho intenzione di tornare a parlare di wappen e di svizzera in generale..anche perché la grande festa si sta per avvicinare.
sabato 2 luglio 2011
Regula e Felix: qualche informazione in più
Per approfondire l'argomento sui santi patroni di Zurigo ho fatto delle ricerche.
Secondo calendario si festeggiano l'11 settembre, data tristemente famosa!
Le notizie sono in parte leggendarie: i due erano fratelli appartenenti alla legione Tebea, di origine egiziane, fuggirono in svizzera prima nel cantone Vallese e in seguito al massacro della loro legione si sarebbero trasferiti nel canton Glarus e infine a Zurigo.
Qui fecero opera di conversione degli abitanti, battezzandoli nelle foreste.
Scoperti dal governatore romano, all' epoca circa il 286 D.C. la regione era parte dell'impero romano, i due vennero catturati e condannati alla decapitazione.
Questa venne eseguita sulle rive del Limmat, i due santi insieme al loro servo furono decapitati ma avvenne un miracolo. I tre corpi si rialzarono e prese le loro teste si diressero sulla collina dove sarebbero stati sepolti.
Secondo calendario si festeggiano l'11 settembre, data tristemente famosa!
Le notizie sono in parte leggendarie: i due erano fratelli appartenenti alla legione Tebea, di origine egiziane, fuggirono in svizzera prima nel cantone Vallese e in seguito al massacro della loro legione si sarebbero trasferiti nel canton Glarus e infine a Zurigo.
Qui fecero opera di conversione degli abitanti, battezzandoli nelle foreste.
Scoperti dal governatore romano, all' epoca circa il 286 D.C. la regione era parte dell'impero romano, i due vennero catturati e condannati alla decapitazione.
Questa venne eseguita sulle rive del Limmat, i due santi insieme al loro servo furono decapitati ma avvenne un miracolo. I tre corpi si rialzarono e prese le loro teste si diressero sulla collina dove sarebbero stati sepolti.
giovedì 30 giugno 2011
Zurigo..come scoprire gli angoli più nascosti
Sono secoli che non scrivo, l'ultimo post parlava del perché mi piaccia vivere qui.
Questo, grazie alle splendide foto della mia amica S., parlerà di quanto mi piaccia Zurigo o Zürich!
Innanzitutto è la città che mi ha visto innamorata, Pavia è bella ma non riuscire a vedere per la nebbia il proprio amato aiuterà a creare atmosfera ma non ti fa proprio vedere l'amato.
Zurigo con il lago, il Limmat, i vari angoli nascosti è una città che invita all'innamoramento. Almeno per me è stato così.
Mi piace sempre, con la neve e con la pioggia, con il sole e con il vento, persino di sabato quando brulica di turisti in giro per fare shopping nelle vie del centro.
Già questo fatto dovrebbe spiegare quanto mi piaccia dato che io rifuggo mercati e assembramenti vari : odio la folla.
A metà giugno con un gruppo di amici ho organizzato una visita della città alla scoperta del centro nascosto.
Il mitico B., l'insegnante di tedesco di cui ho già parlato, si è prestato come guida e ci ha portati in giro. La giornata era una tipica giornata di primavera svizzera, pioggia e sole in contemporanea.
Le spiegazioni sono state, almeno per me, molto interessanti. Ho scoperto perché la Grossmünster è disposta in quel modo. E' posizionata in modo che la luce entri e vada direttamente alla cripta dove è sepolta la patrona di Zurigo, Regula. L'altro patrono è Felix, decapitato insieme alla sua amata nel luogo dove ora sorge la chiesa.
Ma perché scrivere così tanto meglio far parlare le foto. Molto belle peraltro! Grazie a S.
Questo, grazie alle splendide foto della mia amica S., parlerà di quanto mi piaccia Zurigo o Zürich!
Innanzitutto è la città che mi ha visto innamorata, Pavia è bella ma non riuscire a vedere per la nebbia il proprio amato aiuterà a creare atmosfera ma non ti fa proprio vedere l'amato.
Zurigo con il lago, il Limmat, i vari angoli nascosti è una città che invita all'innamoramento. Almeno per me è stato così.
Mi piace sempre, con la neve e con la pioggia, con il sole e con il vento, persino di sabato quando brulica di turisti in giro per fare shopping nelle vie del centro.
Già questo fatto dovrebbe spiegare quanto mi piaccia dato che io rifuggo mercati e assembramenti vari : odio la folla.
A metà giugno con un gruppo di amici ho organizzato una visita della città alla scoperta del centro nascosto.
Il mitico B., l'insegnante di tedesco di cui ho già parlato, si è prestato come guida e ci ha portati in giro. La giornata era una tipica giornata di primavera svizzera, pioggia e sole in contemporanea.
Le spiegazioni sono state, almeno per me, molto interessanti. Ho scoperto perché la Grossmünster è disposta in quel modo. E' posizionata in modo che la luce entri e vada direttamente alla cripta dove è sepolta la patrona di Zurigo, Regula. L'altro patrono è Felix, decapitato insieme alla sua amata nel luogo dove ora sorge la chiesa.
Ma perché scrivere così tanto meglio far parlare le foto. Molto belle peraltro! Grazie a S.
lunedì 6 giugno 2011
Che bel paesaggio
Alle volte mi chiedono perché vivo in svizzera se tante cose non mi piacciono, se alle volte è difficile capirsi, se le regole sono troppe. Oggi ho una risposta a tutte queste domande.
Per questo:
Per questo:
Amden e Walensee (centro svizzera)
Di posti cosi' è è piena la svizzera e a differenza dell'italia c'è pochissima gente in giro, di sicuro piu' mucche che umani.
giovedì 2 giugno 2011
Willi und Wihlelma Wahl
Piccolo intermezzo dal mio lavoro di patchwork..intermezzo che mi ha molto divertito perché il risultato è veramente adorabile e per niente noioso da fare.
Quindi ecco arrivate in casa nostra le due balenottere azzurre Willi e Wihlelma ( i nomi non li ho scelti io li dava il libro da cui ho preso il disegno ).
L'idea mi è venuta dato che per i battesimi non so mai cosa fare e dato che ne ho appena passato uno, il bimbo di mio cugino, ho pensato che questo grosso pesciotto facesse al caso suo. La stoffa utilizzata era di due tipi quindi ho pensato di realizzarne una complementare, ecco le due gemelline.
Quindi ecco arrivate in casa nostra le due balenottere azzurre Willi e Wihlelma ( i nomi non li ho scelti io li dava il libro da cui ho preso il disegno ).
L'idea mi è venuta dato che per i battesimi non so mai cosa fare e dato che ne ho appena passato uno, il bimbo di mio cugino, ho pensato che questo grosso pesciotto facesse al caso suo. La stoffa utilizzata era di due tipi quindi ho pensato di realizzarne una complementare, ecco le due gemelline.
lunedì 30 maggio 2011
Aggiornamento patchwork e lavori
I lavori procedono, il patchwork è imbastito e spero entro l'estate di finire i due lavori..richiedono tempo.
Nel frattempo per avere qualcosa da fare che non durasse una eternità mi sono buttata sui pupazzi, non rivelo nulla perché è una sorpresa per le amiche con bimbi ma sono facili da fare. Almeno piu' facili di quanto pensassi e anche in questo caso la scelta della stoffa è stata la parte piu' divertente. Ci sono cose troppo belle in quel negozio.
A presto sempre qui per le foto ; )
Nel frattempo per avere qualcosa da fare che non durasse una eternità mi sono buttata sui pupazzi, non rivelo nulla perché è una sorpresa per le amiche con bimbi ma sono facili da fare. Almeno piu' facili di quanto pensassi e anche in questo caso la scelta della stoffa è stata la parte piu' divertente. Ci sono cose troppo belle in quel negozio.
A presto sempre qui per le foto ; )
giovedì 26 maggio 2011
Auguri a..l'università di Pavia
Quest'anno la mia università compie 650 anni!
Nel finesettimana che sta per arrivare si festeggia con tanti eventi, alcuni li trovate qui.
É la terza per anno di fondazione in Italia, prima ci sono Bologna e poi Padova.
Qui hanno insegnato Foscolo, Volta, che protegge i laureandi in fisica e scienze guardando con attenzione la porticina della sala lauree.
Aula peraltro che mette terrore, con quel panchetto in mezzo fronteggiato da un plotone di esecuzione di professori.
Per non parlare della sala di anatomia, restaurata ora è ancora piú bella, con il tavolo anatomico in marmo.
Per non parlare di questo..il cortile delle magnolie, quando sono in fiore è bellissimo sedersi su uno dei tavolini e guardarle.
Non ho mai frequentato molto la parte vecchia dell'università, la mia sede era nella zona nuova, quindi ci passavo solo per gli esami di lingua o per incontrare amici che studiavano in centro.
Quest'anno la città di Pavia apre molti dei suoi musei universitari e invito chi è in zona a visitarli.
In particolare sabato è organizzata la regata storica che vede fronteggiarsi Pavia e Oxford.
Oltre all'università si possono visitare i collegi storici di Pavia: Borromeo e Ghislieri, i giardini del Borromeo meritano una visita.
Auguri alla mia università e al rettore anche, quest'anno un fisico.
Alla fine Pavia ha battuto Pisa e anche Oxford ( che a sua volta aveva battuto Cambridge) quindi siamo campioni!! Almeno di canottaggio. Non si poteva festeggiare meglio e a detta della sorella che agli eventi c'è stata erano molto interessanti.
Alla fine Pavia ha battuto Pisa e anche Oxford ( che a sua volta aveva battuto Cambridge) quindi siamo campioni!! Almeno di canottaggio. Non si poteva festeggiare meglio e a detta della sorella che agli eventi c'è stata erano molto interessanti.
lunedì 23 maggio 2011
Sabato dedicato al patchwork
Ho iniziato un corso di Quilt/Patchwork in un negozio che vende stoffe nel paese vicino al mio.
Il corso prevede tre lezioni di tre ore ciascuna tutti i sabato, il sabato qui la gente ha di meglio da fare quindi ero l'unica partecipante. Poco importa, avevo l'insegnante a mia disposizione che mi ha spiegato per filo e per segno come fare. Ero un po' arrugginita ma dopo alcuni chiarimenti è andato tutto bene.
La parte piú divertente è stata scegliere le stoffe, ne avevano di bellissime ma dovevo cercare qualcosa che si adattasse al nostro divano, verde chiaro. Voglio realizzare dei poggiatesta! Avendo un divano di stoffa nelle zone critiche si rovina e mi sono stufata della coperta che mio marito insiste a metterci sopra. Ho scelto un divano di un colore che mi piace e non lo vedo mai per proteggerlo, non ha senso.
Mi sono ricordata che mia madre aveva delle specie di tovagliette all'americana fatte di patchwork, acquistate in USA, che lei aveva usato come poggia testa per la poltrana di mio padre e quindi mi sono lanciata.
Alcune foto del lavoro imbastito e delle stoffe.
L'insegnante mi ha dato anche un consiglio interessante, utilizzare un canovaccio per trasportare il lavoro fatto in modo da poter lavorare ovunque, anche sul treno. Bella idea!
Il corso prevede tre lezioni di tre ore ciascuna tutti i sabato, il sabato qui la gente ha di meglio da fare quindi ero l'unica partecipante. Poco importa, avevo l'insegnante a mia disposizione che mi ha spiegato per filo e per segno come fare. Ero un po' arrugginita ma dopo alcuni chiarimenti è andato tutto bene.
La parte piú divertente è stata scegliere le stoffe, ne avevano di bellissime ma dovevo cercare qualcosa che si adattasse al nostro divano, verde chiaro. Voglio realizzare dei poggiatesta! Avendo un divano di stoffa nelle zone critiche si rovina e mi sono stufata della coperta che mio marito insiste a metterci sopra. Ho scelto un divano di un colore che mi piace e non lo vedo mai per proteggerlo, non ha senso.
Mi sono ricordata che mia madre aveva delle specie di tovagliette all'americana fatte di patchwork, acquistate in USA, che lei aveva usato come poggia testa per la poltrana di mio padre e quindi mi sono lanciata.
Alcune foto del lavoro imbastito e delle stoffe.
L'insegnante mi ha dato anche un consiglio interessante, utilizzare un canovaccio per trasportare il lavoro fatto in modo da poter lavorare ovunque, anche sul treno. Bella idea!
venerdì 20 maggio 2011
Pubblicità occulta? E facciamola!
Mi rendo conto che Apple non ha bisogno della mia pubblicità, i loro prodotti si vendono anche senza il mio aiuto!
Il mese di maggio e' il mese che preferisco, compio gli anni e compiono gli anni persone care, solo 3 della mia famiglia, con il mio compleanno arrivano anche i regali e quest'anno mio marito si e' lanciato e mi ha preso qualcosa che desideravo da tempo: iPad!
Adoro leggere ma la mia passione sta minando dalle fondamenta la sopportazione del marito che non ne può più di vedere libri in giro per casa, sono troppi. La soluzione era che io non leggessi più, non se ne parla,o che mi convertissi al libro digitale!
Mi sono convertita al libro digitale!
Anche ad altro dato che l'ipad con tutte le app che ha alla fine è un piccolo pc, lo definirei un pc da divano perché è proprio comodo e pesa pochissimo anche in borsa.
Per ora mi sono data alla ricerca di quelle di astronomia, passione mia e del marito e poi ho cominciato a scaricare i libri gratis.
So che esistono altre tavolette altrettanto buone, non voglio entrare in polemica con nessuno. Ho scelto lui perché avevo già prodotti della stessa marca e mi trovavo bene.
La cosa divertente e' che ci sono anche app svizzere, in particolare per realizzare album di foto. In effetti i panorami qui sono così belli che e' un peccato non fotografarli.
La tastiera poi non e' male, questo post l'ho scritto da iPad per dire..
In questo periodo che sono sempre fuori poi e' molto utile. Devo ancora capire come funziona con gli hot spot e se conviene un abbonamento settimanale, anche se molti bar qui forniscono il wifi gratis minimo per un'ora. E poi dicono che la svizzera e' tutta montagne e campagne, se sapeste quanto e' cablata rispetto a altre nazioni del mondo!
Il mese di maggio e' il mese che preferisco, compio gli anni e compiono gli anni persone care, solo 3 della mia famiglia, con il mio compleanno arrivano anche i regali e quest'anno mio marito si e' lanciato e mi ha preso qualcosa che desideravo da tempo: iPad!
Adoro leggere ma la mia passione sta minando dalle fondamenta la sopportazione del marito che non ne può più di vedere libri in giro per casa, sono troppi. La soluzione era che io non leggessi più, non se ne parla,o che mi convertissi al libro digitale!
Mi sono convertita al libro digitale!
Anche ad altro dato che l'ipad con tutte le app che ha alla fine è un piccolo pc, lo definirei un pc da divano perché è proprio comodo e pesa pochissimo anche in borsa.
Per ora mi sono data alla ricerca di quelle di astronomia, passione mia e del marito e poi ho cominciato a scaricare i libri gratis.
So che esistono altre tavolette altrettanto buone, non voglio entrare in polemica con nessuno. Ho scelto lui perché avevo già prodotti della stessa marca e mi trovavo bene.
La cosa divertente e' che ci sono anche app svizzere, in particolare per realizzare album di foto. In effetti i panorami qui sono così belli che e' un peccato non fotografarli.
La tastiera poi non e' male, questo post l'ho scritto da iPad per dire..
In questo periodo che sono sempre fuori poi e' molto utile. Devo ancora capire come funziona con gli hot spot e se conviene un abbonamento settimanale, anche se molti bar qui forniscono il wifi gratis minimo per un'ora. E poi dicono che la svizzera e' tutta montagne e campagne, se sapeste quanto e' cablata rispetto a altre nazioni del mondo!
mercoledì 11 maggio 2011
Eurosong'11: ma non siamo in Europa!
Alle volte mi chiedo ma la svizzera è in Europa o no?
Me lo chiedo quando vedo programmi come questo Eurosong e mi chiedo ma c'è sempre stato? No perché in italia a me non è mai pervenuto e dire che l'italia a differenza della svizzera è si in Europa.
Il marito ha commentato: che bello! ma perché a noi fanno sempre vedere quella ciofeca di festival di sanremo, che sono tutti vecchi (mi spiace per Vecchioni ma a parte il nome è più vecchio dei miei), qui a differenza sono giovani e belli!
Lasciamo stare che il rappresentante della russia sembrava il figlio di Ivan Drago, presente quello di "ti spiezzo in due" a stallone?! ballava meglio di Ivan Drago, la faccia era pure espressiva.
La più assurda era una albanese vestita come una fenice, comprese le unghie lunghe a mo' rapace e persino le borchie in testa (le aveva un po' ovunque!).
Come spettacolo è molto colorato, ballano un casino, pure bene..ci sono una valanga di effetti speciali e si scoprono band di paesi sconosciuti. In armenia si fa hip hop? e chi lo sapeva che la cantante più famosa della norvegia fosse una bella ragazza dai colori africani che balla la haba haba!
Ho scoperto anche una band di rock duro turco, amatissima in germania, ma perché allora qui i turchi in svizzera ascoltano questa musica noiosissima che sembra sempre un lamento? Questi qui sul palco c'avevano persino la contorsionista..mica roba da ridere!!
L'italia se ho capito bene dovrebbe anche essere in concorso con Raphael Gualazzi che se non l'avete ancora sentito vale la pena sentirlo..è bravissimo!! Un vero talento da esportazione.
L'italia non ha vinto ma si è classificata seconda, un bel piazzamento dato che era 13 anni che non partecipavamo più! Mi spiace per la svizzera arrivata 25°esima, praticamente ultima alle finali però aveva passato il turno. Hanno vinto quelli dell'azerbaijan (spero si scriva così) con una canzone che qualcuno ha definito come quella della pubblicità dello yogurt..in effetti ci assomigliava.
Ah poi alla fine l'hanno trasmessa anche dall'italia, con la mitica Raffaella Carrà e Bob Sinclair che non ho capito che cappero ci facesse li', cercava canzoni da rimixare?
Me lo chiedo quando vedo programmi come questo Eurosong e mi chiedo ma c'è sempre stato? No perché in italia a me non è mai pervenuto e dire che l'italia a differenza della svizzera è si in Europa.
Il marito ha commentato: che bello! ma perché a noi fanno sempre vedere quella ciofeca di festival di sanremo, che sono tutti vecchi (mi spiace per Vecchioni ma a parte il nome è più vecchio dei miei), qui a differenza sono giovani e belli!
Lasciamo stare che il rappresentante della russia sembrava il figlio di Ivan Drago, presente quello di "ti spiezzo in due" a stallone?! ballava meglio di Ivan Drago, la faccia era pure espressiva.
La più assurda era una albanese vestita come una fenice, comprese le unghie lunghe a mo' rapace e persino le borchie in testa (le aveva un po' ovunque!).
Come spettacolo è molto colorato, ballano un casino, pure bene..ci sono una valanga di effetti speciali e si scoprono band di paesi sconosciuti. In armenia si fa hip hop? e chi lo sapeva che la cantante più famosa della norvegia fosse una bella ragazza dai colori africani che balla la haba haba!
Ho scoperto anche una band di rock duro turco, amatissima in germania, ma perché allora qui i turchi in svizzera ascoltano questa musica noiosissima che sembra sempre un lamento? Questi qui sul palco c'avevano persino la contorsionista..mica roba da ridere!!
L'italia se ho capito bene dovrebbe anche essere in concorso con Raphael Gualazzi che se non l'avete ancora sentito vale la pena sentirlo..è bravissimo!! Un vero talento da esportazione.
P.S. La svizzera partecipa con lei, non male ma il nostro Raphael è meglio!
L'italia non ha vinto ma si è classificata seconda, un bel piazzamento dato che era 13 anni che non partecipavamo più! Mi spiace per la svizzera arrivata 25°esima, praticamente ultima alle finali però aveva passato il turno. Hanno vinto quelli dell'azerbaijan (spero si scriva così) con una canzone che qualcuno ha definito come quella della pubblicità dello yogurt..in effetti ci assomigliava.
Ah poi alla fine l'hanno trasmessa anche dall'italia, con la mitica Raffaella Carrà e Bob Sinclair che non ho capito che cappero ci facesse li', cercava canzoni da rimixare?
giovedì 5 maggio 2011
Associazioni, club, sorority etc.
Sono una espatriata, mi piace definirmi cosi', anche se rispetto ad alcune donne che conosco vivo a 350 km o poco piu' da dove sono nata.
Vivere all'estero cambia di sicuro le prospettive, come scrivo nel mio profilo, ma soprattutto cambia il modo di fare amicizie e di relazionarsi con gli altri.
Alle volte scherzo sul fatto che gli svizzeri si conoscono tutti dall'asilo, il paese è piccolo, le scuole pure quindi non ci vuol molto a capire il perché.
Li prendo bonariamente in giro dato che anche in italia conosco gente che frequenta amici dall'asilo, soprattutto nei piccoli paesi di campagna dove magari si è anche imparentati.
Quando si vive all'estero i momenti di incontro sono pochi e diversi, personalmente faccio amicizia anche sul treno (mitici i miei amici del treno in italia!) pure in svizzera, è piu' difficile ma possibile..io ne sono la prova vivente.
Mi capita anche quando viaggio ma se si vuole allargare un po' la cerchia i corsi qui non è che siano il massimo. Ai corsi di lingua si incontrano pressoché stranieri e a quelli di inglese o spagnolo, frequentati anche da svizzeri, non è cosi' facile uscire tutti insieme per un caffé (questo a detta del marito, conosco donne che invece hanno una bella cerchia di conoscenze tramite i corsi di lingua).
Tolti i corsi di lingua, yoga e altri sport cosa rimane?
Le associazioni, clubs!
Premetto che ho sempre diffidato un po' di queste cose, pur avendo fatto parte per 12 anni dell'associazione scout italiani. Esperienza bellissima che mi ha formato il carattere, mi ha fatto amare la natura e mi ha regalato spalle mica da ridere.
Arrivata in svizzera quindi ho scansato un po' le associazioni di italiani, sia per l'età media, un po' alta, sia perché io volevo parlare tedesco mica italiano.
Oggi mi sono imbattuta in un articolo di una autrice che leggo spesso, mi fa molto ridere. Lei è americana e guarda il mondo svizzero da un'ottica un po' diversa dalla mia.
Le americane a me sono sempre sembrate molto competitive in qualunque cosa facciano, molto probabilmente sono solo piu' combattive di me che preferisco evitare lo scontro e trovare sempre un modo per mediare.
Lei parla nell'articolo delle sorority che a noi italiane dicono poco, dato che sono quelle associazioni studentesche che esistono anche da noi in italia ma sono molto piu' blande e mollaccione paragonate alle loro.
Una cosa che mi ha divertito è che lei ammette subito che le associazioni, almeno quelle americane, servono anche per far fare carriera ai mariti..almeno quelle femminili. Anche perché la direttrice la spiazza subito con le fatidiche domande: che lavoro fa tuo marito? quanti figli hai? manco fossero alla CIA!
Le risposte la lasciano ancora piu' spiazzata dato che la maggior parte delle presenti snocciolano pedigree ( non mi viene una definizione migliore e me ne assumo la responsabilità, l'autrice non parla di pedigree)
mica da ridere...marito top super manager, 3 figli nati in 3 continenti diversi e che frequentano scuole superinternazionali. Dopo altre presentazioni dello stesso tono il suo definirsi semplicemente donna, come si usa in svizzera per dire che si è anche mogli, sembrava un po' pochino.
Lei si è sentita straniera in patria e la capisco, perché succede anche a me come donna piu' che come espatriata. Solo che all'estero, dovendo ridefinirmi ho cominciato a pensarmi in modo diverso. Sono arrivata che non ero moglie, poi sono stata moglie a casa, poi fuori casa ma chi sono io in tutti questi passaggi e perché devo dare una definizione di me stessa? per far star meglio gli altri?
Alle volte ci si puo' sentire stranieri anche nel paese in cui si è nati (basta pensare a quelli che non votano il berlusca per esempio), perché cercare di stare bene con se stessi e con il mondo che ci circonda è una ricerca continua e non aiuta avere qualcuno che vuole sempre incasellarti.
Detto questo, il post mi è un po' sfuggito e magari a tratti potrà sembrare sconclusionato ma è il bello del ridefinirsi no? volevo anche fare un po' di promotion alla associazione che ho creato con altre due expat in gamba quanto e piu' di me. Noi l'abbiamo pensata proprio in questo modo, un luogo non fisico (ma pure fisico eh!) dove donne ( ma anche uomini se vogliono) possono incontrarsi e trovare casa.
Vivere all'estero cambia di sicuro le prospettive, come scrivo nel mio profilo, ma soprattutto cambia il modo di fare amicizie e di relazionarsi con gli altri.
Alle volte scherzo sul fatto che gli svizzeri si conoscono tutti dall'asilo, il paese è piccolo, le scuole pure quindi non ci vuol molto a capire il perché.
Li prendo bonariamente in giro dato che anche in italia conosco gente che frequenta amici dall'asilo, soprattutto nei piccoli paesi di campagna dove magari si è anche imparentati.
Quando si vive all'estero i momenti di incontro sono pochi e diversi, personalmente faccio amicizia anche sul treno (mitici i miei amici del treno in italia!) pure in svizzera, è piu' difficile ma possibile..io ne sono la prova vivente.
Mi capita anche quando viaggio ma se si vuole allargare un po' la cerchia i corsi qui non è che siano il massimo. Ai corsi di lingua si incontrano pressoché stranieri e a quelli di inglese o spagnolo, frequentati anche da svizzeri, non è cosi' facile uscire tutti insieme per un caffé (questo a detta del marito, conosco donne che invece hanno una bella cerchia di conoscenze tramite i corsi di lingua).
Tolti i corsi di lingua, yoga e altri sport cosa rimane?
Le associazioni, clubs!
Premetto che ho sempre diffidato un po' di queste cose, pur avendo fatto parte per 12 anni dell'associazione scout italiani. Esperienza bellissima che mi ha formato il carattere, mi ha fatto amare la natura e mi ha regalato spalle mica da ridere.
Arrivata in svizzera quindi ho scansato un po' le associazioni di italiani, sia per l'età media, un po' alta, sia perché io volevo parlare tedesco mica italiano.
Oggi mi sono imbattuta in un articolo di una autrice che leggo spesso, mi fa molto ridere. Lei è americana e guarda il mondo svizzero da un'ottica un po' diversa dalla mia.
Le americane a me sono sempre sembrate molto competitive in qualunque cosa facciano, molto probabilmente sono solo piu' combattive di me che preferisco evitare lo scontro e trovare sempre un modo per mediare.
Lei parla nell'articolo delle sorority che a noi italiane dicono poco, dato che sono quelle associazioni studentesche che esistono anche da noi in italia ma sono molto piu' blande e mollaccione paragonate alle loro.
Una cosa che mi ha divertito è che lei ammette subito che le associazioni, almeno quelle americane, servono anche per far fare carriera ai mariti..almeno quelle femminili. Anche perché la direttrice la spiazza subito con le fatidiche domande: che lavoro fa tuo marito? quanti figli hai? manco fossero alla CIA!
Le risposte la lasciano ancora piu' spiazzata dato che la maggior parte delle presenti snocciolano pedigree ( non mi viene una definizione migliore e me ne assumo la responsabilità, l'autrice non parla di pedigree)
mica da ridere...marito top super manager, 3 figli nati in 3 continenti diversi e che frequentano scuole superinternazionali. Dopo altre presentazioni dello stesso tono il suo definirsi semplicemente donna, come si usa in svizzera per dire che si è anche mogli, sembrava un po' pochino.
Lei si è sentita straniera in patria e la capisco, perché succede anche a me come donna piu' che come espatriata. Solo che all'estero, dovendo ridefinirmi ho cominciato a pensarmi in modo diverso. Sono arrivata che non ero moglie, poi sono stata moglie a casa, poi fuori casa ma chi sono io in tutti questi passaggi e perché devo dare una definizione di me stessa? per far star meglio gli altri?
Alle volte ci si puo' sentire stranieri anche nel paese in cui si è nati (basta pensare a quelli che non votano il berlusca per esempio), perché cercare di stare bene con se stessi e con il mondo che ci circonda è una ricerca continua e non aiuta avere qualcuno che vuole sempre incasellarti.
Detto questo, il post mi è un po' sfuggito e magari a tratti potrà sembrare sconclusionato ma è il bello del ridefinirsi no? volevo anche fare un po' di promotion alla associazione che ho creato con altre due expat in gamba quanto e piu' di me. Noi l'abbiamo pensata proprio in questo modo, un luogo non fisico (ma pure fisico eh!) dove donne ( ma anche uomini se vogliono) possono incontrarsi e trovare casa.
mercoledì 4 maggio 2011
Come dire di no
Sarà capitato a tutti di avere un periodo in cui gli impegni si accumulano, si è invitati da ogni dove..ecco per me il mese di maggio, ma pure di aprile è stato e sta diventando cosi'.
Vivo perennemente con l'agenda aperta e continuo ad aggiungere e spostare impegni.
Il perché è presto detto: io no non lo so dire, cioè meglio dire in questo periodo mi risulta difficile dirlo quindi mi barcameno tra una cosa e l'altra e alla sera mi trovo con il marito stanca morta sul divano.
Ieri sera stavamo guardando il suo programma preferito, che finisce sempre a orari assurdi, lui mi ha guardato e mi ha detto che non ce la faceva, voleva dormire.
Ecco dormire..io ho sonno, sto recuperando tutto il sonno che non ho dormito questo inverno. Dormirei dovunque se potessi, pure ieri sul treno peccato che il bambino della vicina non dormisse ma urlasse tipo sirena...poretto c'avrà avuto i suoi problemi, i pendolari delle 19 lo guardavano con molta meno tenerezza.
Tanto per non farmi mancare niente poi un giorno si e uno no sono a yoga, che è tanto bello ma poco rilassante in questo periodo, becco solo insegnanti uomini che riducono il tempo del relax ai 5 minuti finali..eh no..le altre insegnanti ci concedevano il quarto d'ora. L'abbonamento sta per scadere e o faccio cosi' o lo butto via.
Mangio di corsa, e questo non fa mai bene, ho da stirare due lavatrici, e questo fa malissimo..tenuto conto che non stiro mai ma la mamma in visita mi ha fatto sentire in colpa (ah no della mamma non si puo' parlar male siamo in attesa della loro festa).
Ecco tutta 'sta sbrodolata per chiedervi e chiedermi: come dire di no? non accetto risposte tipo: basta dire di no!!
Vivo perennemente con l'agenda aperta e continuo ad aggiungere e spostare impegni.
Il perché è presto detto: io no non lo so dire, cioè meglio dire in questo periodo mi risulta difficile dirlo quindi mi barcameno tra una cosa e l'altra e alla sera mi trovo con il marito stanca morta sul divano.
Ieri sera stavamo guardando il suo programma preferito, che finisce sempre a orari assurdi, lui mi ha guardato e mi ha detto che non ce la faceva, voleva dormire.
Ecco dormire..io ho sonno, sto recuperando tutto il sonno che non ho dormito questo inverno. Dormirei dovunque se potessi, pure ieri sul treno peccato che il bambino della vicina non dormisse ma urlasse tipo sirena...poretto c'avrà avuto i suoi problemi, i pendolari delle 19 lo guardavano con molta meno tenerezza.
Tanto per non farmi mancare niente poi un giorno si e uno no sono a yoga, che è tanto bello ma poco rilassante in questo periodo, becco solo insegnanti uomini che riducono il tempo del relax ai 5 minuti finali..eh no..le altre insegnanti ci concedevano il quarto d'ora. L'abbonamento sta per scadere e o faccio cosi' o lo butto via.
Mangio di corsa, e questo non fa mai bene, ho da stirare due lavatrici, e questo fa malissimo..tenuto conto che non stiro mai ma la mamma in visita mi ha fatto sentire in colpa (ah no della mamma non si puo' parlar male siamo in attesa della loro festa).
Ecco tutta 'sta sbrodolata per chiedervi e chiedermi: come dire di no? non accetto risposte tipo: basta dire di no!!
lunedì 2 maggio 2011
..libri.
Faccio una piccola recensione di un libro che mi è stato portato per il finesettimana e che ho divorato: Ogni mattina a Jenin-Susan Abulhawa
Era da tanto che non leggevo un libro cosi' velocemente.
La storia è ambienta a Jenin e si dipana tra due periodi fondamentali il 1948 e il 1967-68, premetto che della questione palestinese-israeliana so molto poco e di solito leggo piu' letteratura israeliana. Semplicemente gli autori israeliani sono piú tradotti e molti di loro scrivono anche in inglese. L'autrice infatti dice di essere stata spinta a scrivere proprio da questa lacuna e ha fatto bene secondo me. L'hanno paragonato a Il cacciatore di acquiloni. Può essere ma secondo me c'è molto di piú in questo libro. C'è la forza e la tenacia delle donne che vivono in territori occupati, l'umanità che non viene mai meno e c'è soprattutto uno sguardo che vuole essere di comprensione in un luogo dove questa viene spesso a mancare.
Gerusalemme, crocevia di religioni e di popoli diversi. Ha visto così tante guerre e battaglie come poche in questo mondo ma rimane sempre lì e attrae nei secoli popolazioni, pellegrini, turisti. Emanando un fascino particolare.
Che bello sarebbe un giorno visitarla.
Era da tanto che non leggevo un libro cosi' velocemente.
La storia è ambienta a Jenin e si dipana tra due periodi fondamentali il 1948 e il 1967-68, premetto che della questione palestinese-israeliana so molto poco e di solito leggo piu' letteratura israeliana. Semplicemente gli autori israeliani sono piú tradotti e molti di loro scrivono anche in inglese. L'autrice infatti dice di essere stata spinta a scrivere proprio da questa lacuna e ha fatto bene secondo me. L'hanno paragonato a Il cacciatore di acquiloni. Può essere ma secondo me c'è molto di piú in questo libro. C'è la forza e la tenacia delle donne che vivono in territori occupati, l'umanità che non viene mai meno e c'è soprattutto uno sguardo che vuole essere di comprensione in un luogo dove questa viene spesso a mancare.
Gerusalemme, crocevia di religioni e di popoli diversi. Ha visto così tante guerre e battaglie come poche in questo mondo ma rimane sempre lì e attrae nei secoli popolazioni, pellegrini, turisti. Emanando un fascino particolare.
Che bello sarebbe un giorno visitarla.
Parenti e...
Questo finesettimana avevo ospiti gli ELTERN e la sorella che ci hanno fatto una visita lampo. Sono stati fortunati con il tempo, sempre freddo per loro, ma per noi perfetto.
Sabato i genitori si sono fatti un giro sul battello da Rapperswill a Zurigo, viaggio già descritto in questo post qui.
Li avevo tanto raccomandati di vestirsi pesanti perché la volta che l'avevo fatto io ero morta di freddo invece loro sono morti di caldo, sfido sono usciti poco dalla zona coperta. Mio padre si è dato alla fotografia e ha subito colto il lato svizzero del viaggio ( la foto qui accanto è sua).
Io e la sister invece ci siamo sparate un'ora e mezza di yoga, che doveva essere un'ora e mezza e si è trasformata in due ore. Altro che yoga e meditation, quello ci voleva spaccare. La sister poi presa da polemica contro la sua tecnica si è messa anche a discuterci, mai discutere con un insegnante di yoga, quello medita e ti manda a quel paese.
Mentre lei discuteva con l'insegnante a me era calata la palpebra, sia per il caldo incredibile della stanza, eravamo in quasi 20 in una stanza che era meglio se ne conteneva 15, c'erano omoni mica da ridere e l'insegnante non voleva che si aprisse la finestra. Con un occhio che, causa mancanza di zuccheri non vedeva, ho trascinato la sorella a mangiare e davanti a una Wienerschinitzle mi sono ripigliata. Mai piu' lezione di 1 ora e mezza in quella scuola o se proprio devo con un altro insegnante. Tra l'altro ci aveva preso proprio di mira ed era sempre li' a controllarci gli esercizi.
La domenica è proseguita tranquilla a parte un piccolo incidente con la bici di mio padre, uscendo dal garage è caduto malamente. Dovremmo saperlo ormai che mio padre e le bici vivono su universi paralleli ma il marito adora la bici e ha proposto un bel giro nei dintorni di casa nostra.
Quindi per concludere in bellezza la serata concerto del 1°maggio in tv, almeno sfrutto l'abbonamento aggiuntivo per vedere rai3.
Aspetto sempre con gioia amici che vorranno venirmi a trovare dall'Italia, la stagione estiva in svizzera ormai è iniziata : )
venerdì 29 aprile 2011
Finite le feste si ricomincia: canton Jura!
Ritorno a parlare di cantoni e di wappen, sperando che non siano venuti a noia a nessuno.
Oggi vorrei parlare di un cantone molto a nord-ovest che ho scoperto grazie a una manifestazione ma che mi è subito rimasto nel cuore.
É nella zona francese, quindi parlano francese. Ha delle bellissime colline che fanno parte della catena del Giura. Da vedere perché ne vale proprio la pena. Il cantone è cattolico d'elezione, hanno pure combattuto contro i bernesi per mantenere la loro religione.
Lo stemma (wappen che dir si voglia) ricorda quello di Basel, infatti anche qua è arrivato il potere della chiesa !
La cittadina che conosco bene e che mi ha molto colpito è Saint Ursanne, un piccolo borgo in mezzo alle montagne. Ci si mette un po' ad arrivarci e la strada è tutta curve, infatti in estate è organizzata una gara di macchine d'epoca con ritrovo in paese per ammirare la partenza.
L'anno in cui ci andai la città era allestita come un borgo medievale con tanto di unicorni e draghi. Molto suggestiva. A presto le foto, le devo ritrovare.
domenica 24 aprile 2011
Pranzo di Pasqua (in onore di papà )
Siamo stati rapidi oggi e abbiamo già mangiato, la fame era tanta.
Ecco il nostro menú per il pranzo di Pasqua:
Ecco il nostro menú per il pranzo di Pasqua:
- vellutata di carote con crostini di zucca e pane
- pollo arrosto con patatine novelle al forno
- dolci misti
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