domenica 21 luglio 2013

La sardegna e le sue grotte.

La sardegna è mare, spiagge incontaminate (beh non tutte!), mare di smeraldo e tanto sole. Con l'aiuto di un'amica abbiamo scoperto un'altra sardegna, fatta non solo di mare e nuraghi ma anche di miniere e grotte.
In particolare grotte millenarie, meglio detto geode, in questo caso la "Grotta di Santa Barbara". La grotta è situata all'interno della miniera di S.Giovanni ed è stata scoperta casualmente nell'aprile del 1952 durante lo scavo di un fornello. La località è in zona Iglesias- Gonnesa. Non molto distante da Cagliari.
La grotta è una formazione del Cambrico Inferiore, circa 500 milioni di anni e consiste di un unico vano di calcare ceroide e dolomia gialla silicizzata (paroloni per dire calcare e una particolare pietra che presenta componenti di silicio).
La caratteristica che rende questa grotta così particolare ed unica è legata ai cristalli tabulari di barrite bruno scuro che ne tappezzano completamente le pareti. La deposizione dei cristalli tabulari di barrite è seguita alla formazione delle concrezioni semisferiche di calcite, entrambi si sono formati in condizioni di totale sommersione della grotta con circolazione d'acque a chimismo complesso.
Le stalattiti e stalagmiti sono completamente ricoperte di aragonite.
Qualche informazione pratica prima delle foto fatte da me.

Per la visita al sito è sempre necessaria la prenotazione chiamando nei giorni lavorativi dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 al tel.0781 491300.
Ulteriori informazioni possono essere richieste telefonando ai numeri 348 1549556- 349 5503147
Potete contattarli anche via mail: segr.dir@igeaspa.it
I prezzi:
adulti 12 euro
ragazzi (6-12 anni) 6 euro
Gruppi (superiori a 25) 8.50euro
scuole 6 euro

Altra particolarità di questa grotta è che per arrivarci si deve usare il trenino giallo dei minatori, sembra un po' di essere in un parco divertimenti a parte quando si usa l'ascensore che usavano i minatori e le loro scale. Consiglio spassionato, se vi capita andate a vederla dato che essendo sito di ricerca non si sa per quanto tempo rimarrà ancora aperta al pubblico per visite. La presenza umana infatti altera l'equilibrio di temperatura e umidità della conservazione della grotta, da qui l'esigenza della prenotazione.








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