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giovedì 26 maggio 2011

Auguri a..l'università di Pavia

Quest'anno la mia università compie 650 anni!
Nel finesettimana che sta per arrivare si festeggia con tanti eventi, alcuni li trovate qui.
É la terza per anno di fondazione in Italia, prima ci sono Bologna e poi Padova.
Qui hanno insegnato Foscolo, Volta, che protegge i laureandi in fisica e scienze guardando con attenzione la porticina della sala lauree.
Aula peraltro che mette terrore, con quel panchetto in mezzo fronteggiato da un plotone di esecuzione di professori.
Per non parlare della sala di anatomia, restaurata ora è ancora piú bella, con il tavolo anatomico in marmo.
Per non parlare di questo..il cortile delle magnolie, quando sono in fiore è bellissimo sedersi su uno dei tavolini e guardarle.
Non ho mai frequentato molto la parte vecchia dell'università, la mia sede era nella zona nuova, quindi ci passavo solo per gli esami di lingua o per incontrare amici che studiavano in centro.
Quest'anno la città di Pavia apre molti dei suoi musei universitari e invito chi è in zona a visitarli. 
In particolare sabato è organizzata la regata storica che vede fronteggiarsi Pavia e Oxford.
Oltre all'università si possono visitare i collegi storici di Pavia: Borromeo e Ghislieri,  i giardini del Borromeo meritano una visita.
Auguri alla mia università e al rettore anche, quest'anno un fisico.

Alla fine Pavia ha battuto Pisa e anche Oxford ( che a sua volta aveva battuto Cambridge) quindi siamo campioni!! Almeno di canottaggio. Non si poteva festeggiare meglio e a detta della sorella che agli eventi c'è stata erano molto interessanti. 


martedì 26 ottobre 2010

La mia città

Sono a Pavia per qualche giorno, giusto il tempo di salutare gli amici e ripigliarmi un po' dal freddo glaciale della svizzera. Abbiamo cominciato a scendere sotto gli zero gradi aimè.
Ogni volta che torno nella mia città mi scopro a guardarla con occhi trasognati, mi dimentico dei difetti e guardo all'essenza. Essenza fatta di un fantastico skyline, certo non è NY ma dal fiume Ticino il duomo e le torri fanno sempre il loro effetto.
In questa stagione poi quando la nebbia non la fa ancora da padrona e le foglie degli alberi sono gialle e ancora un pochino verdi è bellissimo. Nella via dove abitavo ormai c'è un bel tappeto di foglie umidicce che mi ha sempre fatto amare l'autunno, anche se spesso piove, anche se c'è la nebbia insomma anche con tutti i suoi se e ma. Pavia o la si ama o la si odia, lo so che lo si puo' dire per qualunque altra città al mondo ma le altre città non le conosco cosi' bene e io per un bel po' ho odiato la mia città. La definivo provinciale, lo è a modo suo, chiusa e di vedute ristrette, piu' i suoi abitanti che la città ovvio.
Ora la vedo per quella che è: provinciale, su questo non ci piove, ma di un provincialismo che mi piace, diffidente verso l'estraneo ma capace alle volte di tornare sui suoi passi e di aprirti il cuore.
Lo so perchè i miei amici sono pavesi, beh alcuni dell'oltrepo', e me lo dimostrano ogni volta che li vedo.
Questa cosa di distinguerci, pavesi, dell'oltrepo' e lomellini è una cosa che sfugge ai lombardi in genere. La nostra provincia è relativamente grande e divisa da tradizioni legate alla terra. La lomellina con il riso, l'oltrepo' con il vino e le colline, il pavese con le piccole industrie e l'università.
Io stessa sono un miscuglio in 2/3 di questa realtà, mia madre è nata nel pavese ma è cresciuta nella lomellina e da li' vengono i miei ricordi piu' cari. La raccolta della melga (il mais nel dialetto lomellino), le risaie d'inverno, che fecero dire alla mia nonna del sud che al nord è pieno di laghi, gli aironi cenerini che cercano qualche seme e stanno sempre appollaiati al limitare dei pioppeti e delle risaie. Le cascine, definizione che fa sempre discutere me e mio marito, secondo lui esistono solo le fattorie. Io che in cascina ci passavo tante estati invece sono orgogliosa di chiamarla cascina perchè la cascina è il cuore del pavese e della mia famiglia materna. Sono contenta che nonostante il passare del tempo la mia famiglia allargata, i cugini e gli zii, siano rimasti legati alla terra e che la cascina dove giocavo a guardie e ladri in bici e andavo a spaventare i vitellini appena nati, sia ancora li'. Sempre piu' bella, sempre piu' abitata e sempre piu' viva cosi' come lo sono sempre state le cascine da noi.
Il tempo passa ma certe cose non cambiano, per fortuna.