venerdì 19 marzo 2010

Serata donna-frauenabend


Dato che ne ho gia’ parlato da altre parti perchè non farlo anche qui sul mio blog.
Da quando vivo in svizzera grazie all’interessamento di una svizzera frequento un gruppo di donne che si vede una volta al mese per parlare, uscire a cena e giocare.
Le donne che partecipano a queste serate sono per lo piu’ mamme di bimbi piccoli quindi queste uscite per loro sono una boccata d’aria, lasciano a casa i piccoli coi mariti per una sera e vanno a divertirsi.
Il concetto di divertimento per le svizzere, non so se sia per l’eta’, ma non comprende l’alcol come in italia. Ho ancora presente le serate donna in italia, non si usciva mai prima delle 23, si facevano i giri dei bar, anche se poi finivamo sempre nello stesso, e si beveva e mangiucchiava qualcosa, io in particolare altrimenti la birra non scendeva.
Non era necessariamente una serata al rimorchio anche se molte di noi erano single, piuttosto una serata per evadere e stare con le amiche.
Ora qui in svizzera le donne escono abbastanza tra di loro, direi che forse vedo piu’ gruppi di donne nei bar che di uomini, gli uomini fanno sport forse..
Il mio gruppo pero’ è monotematico, si parla di pappe, vestitini, malattie e cose cosi’.
All’inizio non era male, io non capivo quasi niente a causa della lingua quindi mangiavo e le guardavo con dei sorrisi ebeti, chissa’ cosa avranno pensato di me..la povera italiana scema che ride sempre.
Ora che capisco decisamente di piu’ mi rifugio tra le chiacchiere delle non mamme, compresa me solo altre due, anche se una delle due ha dato forfait settimana scorsa scodellando una piccolina.
Le serate non sono cosi spiacevoli, checche ne dicano le amiche italiane in svizzera che mi prendono regolarmente in giro chiamandole “serate tafazzi” perchè secondo loro mi massacro i coglioni a sentirle parlare.
Ci sono momenti piacevoli come le cene, scopro ristoranti nuovi, alcuni buoni altri meno..l’ultima volta il ristorante in cui facevano la fondue mi ha fatto rischiare il collasso al solo ingresso, una puzza di formaggio indescrivibile. Per fortuna che in quei ristoranti dopo un po’ ti abitui altrimenti è la morte.
Altra peculiarita’, se la possiamo chiamare cosi’ di queste serate, è il gioco.
Di solito giochiamo a casa di una di noi quando l’invito è a casa di qualcuna, altrimenti al ristorante se c’è spazio. Il gioco è un gioco svizzero che si gioca con carte e delle palline colorate da muovere su un percorso in una specie di scacchiera in legno, il nome del gioco è brandy dog..ho provato a cercare informazioni del gioco su internet e ne ho trovate ben poche. Lo giocano solo qui, infatti quando sono andata a cercarlo in un negozio di giochi la commessa mi ha guardato stupita perchè non si spiegava come una straniera lo conoscesse. Lo ammetto l’ho cercato perchè volevo fare pratica a casa, sono una schiappa e dato che si gioca in coppia la mia partner di gioco perde regolarmente quindi volevo evitare l’effetto della scelta della patner in cui io rimango regolarmente per ultima con tutte le altre che si guardano con una faccia del tipo: dai tocca a te giocare con lei!!
Ultimamente pero’ ho fatto progressi e causa grossissima botta di culo una volta ho anche vinto..ho beccato un jolly dopo l’altro pero’ e la mia patner pure.
Io mi perdo sempre, mia sorella dice che sono sempre stata cosi’ anche in italia, i giochi con le carte mi fanno addormentare e mi dimentico sempre quando è il mio turno. Qui cerco di concentrarmi abbastanza anche perchè devo prestare sempre attenzione alla lingua.
Ricordo ancora con angoscia le prime uscite, per loro era relax , per me un concentrato di suoni nuovi da immagazzinare e tornavo a casa sempre con un mal di testa!!
Nonostante tutto questo io ringrazio questo gruppo di donne che sopporta il mio tedesco maccheronico, le mie uscite assurde tipo quando ho scambiato il nome di uno dei loro mariti per una citazione in latino oppure quando ho preparato una torta e ho messo il lievito sia dentro la torta che sopra. Ho scambiato il lievito per lo zucchero a velo, non avevo imparato ancora la parola in tedesco per zucchero a velo e ho guardato le figure, su quella del lievito c’era l’immagine di zucchero a velo su una torta.
Ovviamente questa cosa è rimasta negli annali delle serate, i loro mariti stanno ancora ridendo. Uno di loro è mio amico e l’ha ammesso candidamente, ridendo come un matto mentre lo diceva.
Le donne quella volta furono veramente stoiche pero’, mangiarono la torta togliendo con la forchetta il lievito non facendo una piega. Solo quando io la assaggiai mi resi conto dell’intoppo.

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