Sono una espatriata, mi piace definirmi cosi', anche se rispetto ad alcune donne che conosco vivo a 350 km o poco piu' da dove sono nata.
Vivere all'estero cambia di sicuro le prospettive, come scrivo nel mio profilo, ma soprattutto cambia il modo di fare amicizie e di relazionarsi con gli altri.
Alle volte scherzo sul fatto che gli svizzeri si conoscono tutti dall'asilo, il paese è piccolo, le scuole pure quindi non ci vuol molto a capire il perché.
Li prendo bonariamente in giro dato che anche in italia conosco gente che frequenta amici dall'asilo, soprattutto nei piccoli paesi di campagna dove magari si è anche imparentati.
Quando si vive all'estero i momenti di incontro sono pochi e diversi, personalmente faccio amicizia anche sul treno (mitici i miei amici del treno in italia!) pure in svizzera, è piu' difficile ma possibile..io ne sono la prova vivente.
Mi capita anche quando viaggio ma se si vuole allargare un po' la cerchia i corsi qui non è che siano il massimo. Ai corsi di lingua si incontrano pressoché stranieri e a quelli di inglese o spagnolo, frequentati anche da svizzeri, non è cosi' facile uscire tutti insieme per un caffé (questo a detta del marito, conosco donne che invece hanno una bella cerchia di conoscenze tramite i corsi di lingua).
Tolti i corsi di lingua, yoga e altri sport cosa rimane?
Le associazioni, clubs!
Premetto che ho sempre diffidato un po' di queste cose, pur avendo fatto parte per 12 anni dell'associazione scout italiani. Esperienza bellissima che mi ha formato il carattere, mi ha fatto amare la natura e mi ha regalato spalle mica da ridere.
Arrivata in svizzera quindi ho scansato un po' le associazioni di italiani, sia per l'età media, un po' alta, sia perché io volevo parlare tedesco mica italiano.
Oggi mi sono imbattuta in un articolo di una autrice che leggo spesso, mi fa molto ridere. Lei è americana e guarda il mondo svizzero da un'ottica un po' diversa dalla mia.
Le americane a me sono sempre sembrate molto competitive in qualunque cosa facciano, molto probabilmente sono solo piu' combattive di me che preferisco evitare lo scontro e trovare sempre un modo per mediare.
Lei parla nell'articolo delle sorority che a noi italiane dicono poco, dato che sono quelle associazioni studentesche che esistono anche da noi in italia ma sono molto piu' blande e mollaccione paragonate alle loro.
Una cosa che mi ha divertito è che lei ammette subito che le associazioni, almeno quelle americane, servono anche per far fare carriera ai mariti..almeno quelle femminili. Anche perché la direttrice la spiazza subito con le fatidiche domande: che lavoro fa tuo marito? quanti figli hai? manco fossero alla CIA!
Le risposte la lasciano ancora piu' spiazzata dato che la maggior parte delle presenti snocciolano pedigree ( non mi viene una definizione migliore e me ne assumo la responsabilità, l'autrice non parla di pedigree)
mica da ridere...marito top super manager, 3 figli nati in 3 continenti diversi e che frequentano scuole superinternazionali. Dopo altre presentazioni dello stesso tono il suo definirsi semplicemente donna, come si usa in svizzera per dire che si è anche mogli, sembrava un po' pochino.
Lei si è sentita straniera in patria e la capisco, perché succede anche a me come donna piu' che come espatriata. Solo che all'estero, dovendo ridefinirmi ho cominciato a pensarmi in modo diverso. Sono arrivata che non ero moglie, poi sono stata moglie a casa, poi fuori casa ma chi sono io in tutti questi passaggi e perché devo dare una definizione di me stessa? per far star meglio gli altri?
Alle volte ci si puo' sentire stranieri anche nel paese in cui si è nati (basta pensare a quelli che non votano il berlusca per esempio), perché cercare di stare bene con se stessi e con il mondo che ci circonda è una ricerca continua e non aiuta avere qualcuno che vuole sempre incasellarti.
Detto questo, il post mi è un po' sfuggito e magari a tratti potrà sembrare sconclusionato ma è il bello del ridefinirsi no? volevo anche fare un po' di promotion alla associazione che ho creato con altre due expat in gamba quanto e piu' di me. Noi l'abbiamo pensata proprio in questo modo, un luogo non fisico (ma pure fisico eh!) dove donne ( ma anche uomini se vogliono) possono incontrarsi e trovare casa.
ho dato un'occhiata all'associazione. bello il progetto... quasi quasi prendo spunto.
RispondiEliminaper il fatto di fare amicizie... io lo dico sempre a tutti, la mia timidezza infantile mi lega molto, pero' i corsi sono una cosa che ho cercato di fare anch'io... ho anche parlato con i nonnetti del parco aspettando di vedere qualcuno piu' vicino alla mia eta', ma i libanesi son strani... e mi ritrovo adesso ad avere 2 grandi amiche... italiane!!