mercoledì 8 agosto 2012

L'armata brancaleone


Da qualche mese a questa parte sto notando un aumento progressivo delle richieste di informazioni da parte di italiani che vogliono trasferirsi in svizzere tedesca. Tramite questo sito, cerco di rispondere alle loro domande, preoccupazioni etc. Mi fa sempre piacere aiutare ma la  cosa mi preoccupa : i topi scappano quando la barca affonda, ancora prima che i marinai se ne accorgano.
Siamo messi cosi’ male ? Il Monti ha promesso tanto ma nessuno ci crede ?
Ho sempre visto l’emigrazione come qualcosa di positivo, soprattutto per i giovani neolaureati. Una esperienza all’estero di qualche anno, in pochi mesi non si puo’ capire un paese, è sempre utile. Ti apre la mente e le prospettive, è vero poi la voglia di tornare scema ma in fondo l’italia ha un patrimonio naturale e culturale che molti altri popoli ci invidiano, la nostra « quality of life » fatta di tramonti e buon cibo non è da trascurare.
Ultimamente mi è capitato di venire a contatto con giovani italiani e devo dire che sono rimasta positivamente stupita. Sono preparati, ma questo lo sapevo già, le nostre università sono buone, soprattutto questi giovani sanno le lingue. Ok avro’ avuto fortuna ma non è da tutti, pure per gli svizzeri, conoscere quattro lingue a un buon livello.
Quello che mi raccontano mi piace un po’ di meno, storie di stage non pagati o pagati male. Alcuni anche all’estero dove si fanno promesse che poi non si concretizzano in offerte di lavoro. Insomma una tristezza per una generazione che la pensione non la vedrà mai. Loro vanno avanti imperterriti, sanno che dovranno lasciare le loro case, viaggiare e macinare chilometri per rivedere i genitori e il/la fidanzato/a ma non è un problema. Una bella differenza dalla mia generazione che si lamenta ma non fa nulla per cambiare. Forse forse perché siamo (meglio dire sono, essendo fuori dall’italia non faccio piu’ parte del gruppo) gli ultimi ad aver potuto usufruire di contratti di lavoro seri, almeno i piu’ fortunati tra noi. Ho l’impressione che ormai in italia ci sia la guerra dei poveri per una seppur minima possibilità di lavorare, cambiare lavoro è impossibile. Sono tutti attaccati alla cadrega, come si dice a Milano, e non si schiodano manco per andare in bagno per la paura di perdere il posto.
Non è un paese per giovani, parafrasando il famoso film dei Coen ! Ci apprezzano molto di piu’ all’estero che a casa e non dovrebbe essere cosi’. Ora  si sta facendo qualcosa per le quota rosa, dopo anni che si parlava dei consigli di amministrazione a esclusiva prerogativa del sesso maschile, non basta..ho l’impressione che siano le solite toppe all’italiana che durano il tempo di un espresso al bar.
Voi cosa ne pensate ?
Il titolo si riferisce a questo :


Chi vi ricordano ?

6 commenti:

  1. Ciao, confermo la sensazione. Un sacco di persone hanno voglia di emigrare. E la Svizzera è vicina per cui tanti pensano sia più facile. Ecco, magari mi sbaglio, ma non sono sicura che sia così chiaro a molti di quelli che sento io cosa vuol dire davvero emigrare. Quando qualcuno mi chiede se si trova facilmente il posto fisso in Svizzera mi viene da ridere. Però il sistema che si è creato in Italia con gli stage etc. è disgustoso per i giovani e non.

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    1. il discorso del posto fisso me lo sento fare anche io e mi faccio una risata, qui e' come in Inghilterra..prepari la scatola e vai. pero' la disoccupazione e' pagata

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  2. Non è tanto la questione del posto fisso, che ormai è una chimera nonostante la mentalità italiana sia formata su quello standard, quanto quella più basilare di venire retribuiti per il lavoro che si fa! In Italia ormai viene considerato "normale" lavorare gratis, è come se fosse una tappa obbligatoria, un sacrificio a cui sottoporsi in nome di un contrattino mal pagato e di 6 mesi che prima o poi arriverà, oppure in vista di una retribuzione a nero "che tanto di meglio non c'è". Tutti i miei amici 30enni, laureati e spesso anche dottorati, vivono ancora come se fossero studenti, condividendo l'appartamento con altre 3-4 persone e arrivando, nei casi fortunati, a 800-1000 euro al mese (a sud si viaggia sui 600). E' questa la triste situazione! Come si fa a non pensare di andarsene?
    Ps Bella la citazione monicelliana, adoro Brancaleone!

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    1. ciao Elle, grazie per essere passata di qui. Hai perfettamente ragione e a quanto pare anche sui giornali se ne parla in questi giorni, ho letto un articolo sul corriere sull'argomento. E' una vergogna che i giovani facciano la fame e che non abbiano alcuna possibilità di crescita. Ho visto che vivi in portogallo, li' come si sta?

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    2. Da quanto tempo vivi all'estero? Io da poco più di due anni, che non sono molti per non ricordare cosa ho lasciato dietro di me, cioè un mucchio di macerie.
      Qui per ora ho trovato una buona opportunità nel mio ambito. Devo dire che mediamente non si sta benissimo, nel senso che gli stipendi medi purtroppo sono bassi, però almeno non sento parlare di gente non pagata per il lavoro che svolge. E' vero, molti si devono adattare a lavorare in call center, ma se devo fare dei paragoni, almeno qua il lavoro viene retribuito e comunque i call center in italia danno anche meno. E il nero qui è molto meno diffuso. Inoltre c'è molta voglia di fare e di crearsi opportunità: si sprecano iniziative culturali e ricreative sempre più spesso messe su da giovani.
      C'è poca opportunità invece per i lavori altamente specializzati (io ho una borsa di ricerca, sono precaria, ma almeno posso fare esperienza nel mio settore, possibilità che in Italia mi è stata preclusa): ad esempio, ingegneri ed architetti lasciano il Portogallo per il Brasile o l'Angola dove sono pagati molto meglio.
      Tempo fa scrissi qualcosa a proposito, dopo essermi arrabbiata per il quadro orrendo che fece Ballarò della situazione economica portoghese. Se ti va di leggerlo lo trovi qua.
      Scusa per il commentone! :)

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    3. da 6 anni ormai, figurati, rispondo solo ora e infatti posto due post contemporaneamente perché sono veramente tirata in questi giorni. Leggero' volentieri! Grazie!

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