giovedì 10 marzo 2011

Wappen: i leoni del Canton Turgovia (Thurgau)

Torno a parlare di wappen, ovvero di stemmi e di cantoni svizzeri..sono 26 ne abbiamo di strada, ricapitolando ne abbiamo visti finora sette quindi se non erro ne abbiamo ancora diciannove, diciotto togliendo quello di cui parliamo oggi.
Bello stemma vero? molto araldico e infatti richiama una famiglia nobiliare, per la precisione la contea di Kyburg (lo stemma infatti è quasi lo stesso, cambiano solo i colori, del comune di Winterthur nel canton Zurigo). Lo stemma originale di questa famiglia rappresentava due leoni dorati su sfondo nero (si parla dell'undicesimo secolo!), in seguito nel 1800 vennero modificati i colori e si scelse il verde per la libertà e il bianco per l'innocenza ( di cosa non so ma traduco dal tedesco Unschuld).
Il canton Thurgau o Turgovia è al confine con la germania e in particolare con una delle zone più belle della svizzera a mio parere, la regione del lago di Costanza anche detto Bodensee, un mare d'acqua.
Il lago segna il confine tra svizzera a sud, germania a nord e austria a sud-est. La cosa è buffa perché se si prende una nave che fa il giro del lago in meno di un'ora si passa da germania, svizzera e austria in un colpo solo! 
Dal punto di vista naturalistico il cantone è uno spettacolo, dal punto di vista della lingua anche dato che  essendo così vicini alla germania e all'austria gli svizzeri di qui ci tengono a far sentire il loro dialetto, dialetto che ho scoperto è presente anche nelle mappe della regione. Al momento si sta discutendo se cambiarle e tornare ai nomi tedeschi dato che lo svizzero ha troppe umlaut da pronunciare, uno rischia la paresi facciale a dirle tutte e inoltre ogni comune dava la sua versione del nome ; )
Qui faccio una piccola digressione sui motivi dell'uso del dialetto svizzero specialmente nei cantoni al confine con la germania e qui torniamo indietro alla seconda guerra mondiale. Molte volte si dimentica cosa voleva dire a quei tempi essere di lingua tedesca e non voler essere identificati coi tedeschi, per cui  a loro volta si faceva la facile associazione tedesco=nazista. Non è così e non era così ma si sa la storia la fanno i vincitori non i vinti! L'alemanno, la lingua da cui deriva in parte il dialetto svizzero, è una lingua ancora piú antica del tedesco moderno, si ritrova in altri dialetti della germania. Con il tempo si è modificata sia per le migrazioni interne alla svizzera stessa (parte francese e italiana) sia per le migrazioni di altre popolazioni, i tedeschi e gli austriaci in primis. È un dialetto complesso, alle volte mi svilisce non poter capire correttamente ma solo intuire quello che la gente dice, basta spostarsi anche solo di 20 km e già gli accenti, le parole cambiano. Ma in fondo ci pensavo non succede la stessa cosa in italia? Penso solo alla mia bella lombardia, mi sposto di 60 km a sud da Pavia e mi trovo a Piacenza e sento il piacentino con quelle belle vocali aperte, un po' più su e mi ritrovo a sentire il dialetto delle vallate di Sondrio e Varese. È vero l'italiano (l'hoch italienisch direbbero qui)  è diffuso in lombardia, il dialetto ormai lo sentiamo in bocca solo agli anziani (alle volte neanche a loro, a milano si sente spesso più napoletano/romano/pugliese etc. che milanese) e dai giovani in paese, ma solo per ridere.. Al sud italia è un po' diverso, il napoletano è una lingua, in certe zone di Napoli alle volte mi sento proprio una straniera..certo tutti sanno (?) parlare italiano ma la lingua del cuore, quella lingua che ci fa esprimere le emozioni coi familiari, che ci fa ricordare da dove veniamo è il dialetto anche in italia, con buona pace della Lega che l'ha capito ma lo usa come mezzo per dividere invece che per unire.

4 commenti:

  1. Interessante. E devo aggiungere che io tifo per i dialetti, non tanto nella connotazione di "lingua" (non fraintendetemi eh) ma di "tradizione da non perdere". Io in famiglia parlo dialetto, fuori casa invece rigorosamente hoch italienisch ;-) In Francia i dialetti sono stati proibiti tot anni fa (magari scrivo qualcosa in proposito tra un po') e sono ormai completamente estinti, almeno due generazioni non l' hanno potuto imparare.... tristess!

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  2. Elga è un piacere scoprire questi retroscena della Francia, ma nel film "Bienvenue chez les Ch'tis" non parlano un dialetto di nord du pa' de Calais? Mio marito parla francese e l'abbiamo visto in originale, io coi sottotitoli in tedesco..da morir dal ridere,pure i sottotitoli che per la parte dialettale erano in svizzero : )

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  3. e io qui (a tu giÀ sai) devo dissentire (ma per ampliar la discussione, mica per far polemica, eh??!!;-)). Una volta era così, per i dialetto svizzero. differenziarsi dai tedeschi della seconda guerra mondiale. E c'era un dialetto. Ora i dialetti son tanti quanti i cantoni, assurdo per uno stato così piccolo e vengono usati per differenziarsi dagli stranieri, per chiusura, protezione dall'esterno. La cosa strana è che son più in voga oggi che 15 anni fa. QUesta non è preservazione della propria cultura, ma chiusura (anche un po' di xenofobia) verso l'esterno.

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  4. il mio studente di italiano mi fa notare che i dialetti del tedesco sono unsati molto anche in germania, questo sito a proposito è molto interessante: http://www.dw-world.de/dw/0,,8150,00.html
    sono riportati tutti i dialetti tedeschi, alemannisch compreso..cioè quello parlato in autria, svizzera, sud della germania.

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