Potete capire quindi che tutto quello che ha a che fare con la scienza mi piace e mi interessa. Molto spesso mi interesso alla storia della fisica, unendo un’altra passione che ho: la storia.
La storia di Einstein mi ha sempre affascinato per molti aspetti, in primis per la sua teoria della relatività ma anche per il suo modo anticonformista di vivere la sua vita.
Sapevo già che aveva vissuto nella mia città di nascita, Pavia, che aveva studiato a Zurigo, la mia città di adozione, ma ho scoperto solo ora leggendo una sua biografia molto dettagliata (Einstein-Walter Isaacson) che ha insegnato anche a Winterthur, altra città svizzera dove ho vissuto.
Proprio di questo periodo mi piacerebbe parlare, il suo periodo svizzero. Einstein scelse di trasferirsi dalla Germania alla Svizzera facendo tappa in Italia prima, dove suo padre aveva aperto una ditta di elettricità insieme al fratello. Stanco della rigidità del sistema scolastico tedesco opto‘ per un trasferimento in svizzera per studiare al politecnico di Zurigo.
Al suo primo tentativo (aveva 16 anni e per l’ammisione ne erano richiesti almeno 18) non fu ammesso ma fu invitato dal rettore a rimanere in svizzera e a proseguire gli studi superiori ad Aarau, la scuola (qui cito W.I.) era perfetta per lui, l’insegnamento era basato sulla filosofia di un riformatore svizzero dell’istruzione dell’inizio del XIX secolo, John Heinrich Pestalozzi (c’è una statua di questo personaggio nel giardino davanti al Globus di Bahnofstrasse nonché alcune biblioteche a suo nome in Zurigo), il quale credeva che gli studenti andassero incoraggiati a formarsi immagini mentali. Pensava anche che fosse importante coltivare la dignità interiore e la personalità di ciascun bambino. Agli studenti doveva essere consentito di raggiungere le loro conclusioni seguendo un percorso che iniziava con attente osservazioni e poi proseguiva con le intuizioni, il pensiero concettuale e le immagini visive. In quel modo era possibile imparare, quindi comprendere veramente, anche le leggi della matematica e della fisica. L’esercizio meccanico, la memorizzazione e le nozioni ingurgitate a forza erano da evitare. Questa esperienza per Einstein era tutto l’opposto dell’esperienza avuta fino ad allora nel sistema tedesco.Come Pestalozzi diceva: „L’intuizione visiva è il mezzo essenziale e l’unico vero per insegnare a giudicare le cose correttamente.“ Einstein fece questo concetto suo e lo utilizzo ogni qual volta poteva.Altri motivi per cui amava la svizzera era la sua ammirazione per il suo sistema, il suo carattere democratico e il mite rispetto per gli individui e la loro vita privata.Arrivo‘ a dire: „Amo gli svizzeri perché, in linea generale, sono piu‘ umani degli altri popoli tra i quali ho vissuto“. A tal proposito non dimentichiamo che lui aveva vissuto solo nella germania prussiana della fine del XIX secolo.Per questo motivo conclusi gli studi all’ETH si impegno‘ a diventare cittadino svizzero e lo rimase anche dopo il suo trasferimento negli USA, quando ricevette oltre alla cittadinanza americana anche quella austriaca e tedesca. All’epoca era cosi‘ ansioso di diventare cittadino svizzero che mise da parte i sentimenti antimilitaristi e si presento‘, come richiesto, per prestare servizio militare (cit.W.I.).La svizzera ha dato molto a Einstein, una istruzione superiore fino al livello di dottorato dall’università di Zurigo. Un lavoro all’ufficio dei brevetti di Berna, una famiglia, si sposo‘ con una sua compagna di università a Berna e in svizzera crebbero i suoi figli. La possibilità di spaziare con la mente nella teoria che modifico' il pensare dei fisici del XX secolo e che porto‘ a tante altre scoperte.Ogni tanto quando giro senza meta per Zurigo, Berna o Winterthur, mi piace pensare che sono luoghi che anche lui ha visto, che anche lui ha viaggiato sui treni che definiva cosi‘ puntuali come d’altronde faccio anche io. Si è divertito sugli stessi laghi, montagne, rifugi e qui ha trovato alcuni degli amici piu‘ cari della sua vita, che lo hanno aiutato a trovare lavoro, incoraggiato nelle sue ricerche e mai abbandonato.
Mi piaceva postare Einstein oggi che si festeggia Santa Lucia, lei portatrice di luce e lui portatore di quanti..sempre di luce si tratta!
Mi piaceva postare Einstein oggi che si festeggia Santa Lucia, lei portatrice di luce e lui portatore di quanti..sempre di luce si tratta!

Che bel post! Ho visitato qualche anno fa l'ETH, ed è vero, per chi ha compiuto studi scientifici, si respira un'atmosfera particolare. ciao ciao.
RispondiEliminaMi è venuta voglia di leggere quel libro. W Eistein! :)
RispondiEliminaMolto interessante!!! Quel Pestalozzi era probabilmente colui al quale era stata dedicata la via in cui abitavo in Germania.... ce ne sono dappertutto in effetti ;-)
RispondiEliminaok grazie wanesia!
RispondiEliminaciao,
RispondiEliminafra qualche giorno arrivano "gli svizzeri" ....non sono blogger ...ma li faremo diventare !
"il disoccupato" è un fisico... questo post gli piacerà
ave
Post molto interessante! posso approfittare per chiederti se conosci altri personaggi celebri, in particolare scrittori, che abbiano deciso di vivere in Svizzera?
RispondiEliminascrittori non saprei, molti artisti per motivi economici hanno la residenza in svizzera e paul Klee prima di morire si era naturalizzato svizzero se ricordo bene!
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