Bella domenica. È stata una domenica di conoscenze, di italiani in generale, prima ad un brunch da una amica e poi sulla pista di pattinaggio. Da quando vivo all'estero sto sempre attenta ad approcciare gli sconosciuti, non che sia pericoloso semplicemente qui ognuno si fa i fatti suoi e sembra quasi maleducato avvicinarsi troppo alle vite altrui.
È un peccato perché io proprio per caso e per approcci più o meno ortodossi ho conosciuto delle persone veramente simpatiche, in treno specialmente ma anche al bar.
Mio marito in questo mi assomiglia parecchio, è riuscito a conoscere un uomo di 80 anni quasi, neozelandese, alla stazione di Milano, solo lui poteva riuscirci.
Ieri è successo anche a me. Stavamo pattinando alla pista all'aperto di Zurigo, di cui ho già raccontato in un post più sotto, e anche questa volta come l'altra volta c'era un signore di una certa età che pattinava proprio bene, piroette, passi incrociati insomma tutto il repertorio.
Col marito c'eravamo già fermati a osservarlo, era così aggraziato e tranquillo. I bambini gli passavano accanto senza controllo e lui non faceva una piega. Sembrava pattinare in un'altra dimensione. Ci immaginavamo che fosse un insegnante in pensione che si divertiva a pattinare in mezzo alla folla. Presi dalla curiosità ci siamo avvicinati e lui ha cominciato a raccontarci e a spiegarci alcuni movimenti. Il marito li ha imparati meglio di me, dopo due o tre spiegazioni riusciva ad andare all'indietro. Io invece mi sono fermata a chiacchierare un po' con lui ed è stato piacevole. Mi ha raccontato di quando giovane, appena arrivato dall'alto adige in svizzera, andava a pattinare con un gruppo di amici, tedeschi e svizzeri che lavoravano con lui e quanto era bello chiacchierare e pattinare. Non ha mai imparato a sciare a causa di un problema al ginocchio ma coi pattini si è trovato subito bene e da solo e con l'aiuto di libri ha migliorato la sua tecnica. Era buffo parlare con quest'uomo di una certa età, italiano come me ma cresciuto con un'altra lingua madre, il tedesco. Parlavamo un po' in tedesco e un po' in italiano. L'italiano alla sua epoca lo studiavano solo a scuola due ore a settimana quindi non l'ha mai granché praticato. Nonostante questo il suo italiano era meglio del mio tedesco. Mi ha raccontato della sua famiglia, del fatto che nessuna delle sue figlie viva più in svizzera e di quanto gli dispiaccia non poter portare le nipoti a pattinare come a suo tempo faceva con le figlie. Mi ha fatto ripensare a quanto sia difficile per i genitori vedere i propri figli crescere e andare a cercare il loro futuro lontano.
lunedì 31 gennaio 2011
giovedì 27 gennaio 2011
Peanuts e psicologia
Leggere le "strips" dei Peanuts, come le chiamano gli americani, mi ha sempre messo di buonumore. In poche righe è raccolto quanto di più vero ci sia nei rapporti umani.
Il fatto che siano bambini non cambia molto le cose, sono dialoghi che sento spesso anche tra adulti; magari con parole più ricercate (magari con tante parolacce anche..) ma alla fine il senso è lo stesso.
Prendete una conversazione uomo-donna tipica, come quella tra Schroeder, il piccolo pianista pazzo, e la mitica Lucy, piena di paranoie e leggermente autoritaria:
Schroeder suona il piano (come suo solito) e Lucy ascolta (appesa al piano, come suo solito)
Lucy: e se io e te ci sposassimo un giorno, Schroeder?
Lucy: e se fossimo così poveri da esser costretti a vendere il tuo piano per comprare le pentole?
Schroeder: pentole?
Lucy: certo, non vorrai che faccia da mangiare senza una buona batteria di pentole, vero?
Schroeder: PENTOLE?!
Lucy: le ragazze devono pensare a queste cose..i ragazzi sono fortunati..non hanno da preoccuparsi di cose come le pentole..
Schroeder (con le mani sulla faccia!): non lo sopporto..non lo sopporto proprio..
Lui continua a suonare ignorandola..
Lucy: hmm..avremo bisogno di una giardinetta, di una berlina e di una spider..la nostra casa dovrebbe essere almeno da milionari..i pianisti guadagnano molti soldi?
Schroeder: non lo so..immagino che dipenda da quanto si esercitano..
Lucy: già..
Lucy: beh, probabilmente mi serviranno mezza dozzina di pellicce, almeno trenta costumi da sci e circa cinquanta vestiti eleganti..mucchi di gioielli e profumi esotici e un centinaio di paia di scarpe..
dovremo avere una piscina olimpica, riscaldata, cavalli da corsa, un campo da tennis e un immenso giardino all'italiana..naturalmente faremo viaggi e crociere in tutto il mondo..questo tipo di cose..e..
Schroeder ha smesso di suonare..
Lucy: continua a esercitarti, bimbo!
Li adoro..voi no?
Il fatto che siano bambini non cambia molto le cose, sono dialoghi che sento spesso anche tra adulti; magari con parole più ricercate (magari con tante parolacce anche..) ma alla fine il senso è lo stesso.
Prendete una conversazione uomo-donna tipica, come quella tra Schroeder, il piccolo pianista pazzo, e la mitica Lucy, piena di paranoie e leggermente autoritaria:
Schroeder suona il piano (come suo solito) e Lucy ascolta (appesa al piano, come suo solito)
Lucy: e se io e te ci sposassimo un giorno, Schroeder?
Lucy: e se fossimo così poveri da esser costretti a vendere il tuo piano per comprare le pentole?
Schroeder: pentole?
Lucy: certo, non vorrai che faccia da mangiare senza una buona batteria di pentole, vero?
Schroeder: PENTOLE?!
Lucy: le ragazze devono pensare a queste cose..i ragazzi sono fortunati..non hanno da preoccuparsi di cose come le pentole..
Schroeder (con le mani sulla faccia!): non lo sopporto..non lo sopporto proprio..
Lui continua a suonare ignorandola..
Lucy: hmm..avremo bisogno di una giardinetta, di una berlina e di una spider..la nostra casa dovrebbe essere almeno da milionari..i pianisti guadagnano molti soldi?
Schroeder: non lo so..immagino che dipenda da quanto si esercitano..
Lucy: già..
Lucy: beh, probabilmente mi serviranno mezza dozzina di pellicce, almeno trenta costumi da sci e circa cinquanta vestiti eleganti..mucchi di gioielli e profumi esotici e un centinaio di paia di scarpe..
dovremo avere una piscina olimpica, riscaldata, cavalli da corsa, un campo da tennis e un immenso giardino all'italiana..naturalmente faremo viaggi e crociere in tutto il mondo..questo tipo di cose..e..
Schroeder ha smesso di suonare..
Lucy: continua a esercitarti, bimbo!
Li adoro..voi no?
mercoledì 26 gennaio 2011
Notizie dalla svizzera-tedesca: Ivoire ha fatto i cuccioli!
La "piccola" cagnolina di San Bernando che vedete nella foto ha compiuto l'impresa. Ne ha fatti 9 in un colpo solo!! I cuccioletti cresceranno e nei prossimi mesi dovrebbero arrivare al peso di 50-70 kg..delle piume insomma! Piccola curiosità i cuccioli si possono andare a visitare al museo dei San Bernando a Berna.
Allego storia dei San Bernardo in svizzera, presa da wikipedia (ogni errore presente è loro..)
Allego storia dei San Bernardo in svizzera, presa da wikipedia (ogni errore presente è loro..)
I primi cani vennero donati ai canonici dell'Ospizio verso il 1660,dalle famiglie nobili delVallese, per la guardia e la protezione dell'Ospizio stesso dai non infrequenti malintenzionati (le cronache riportano numerosi episodi di brigantaggio), ma anche per numerosi altri impieghi, dal trasporto di piccoli carichi (latte, formaggi), alla fornitura di forza motrice (un dispositivo a mulino, azionato dai cani, muoveva l'enorme spiedo della cucina dell'ospizio). Ma l'impiego che li rese celebri nel mondo fu quello di ausiliari dei canonici (marronier) nel tracciare la pista nella neve fresca, prevedere la caduta di valanghe e ritrovare i viaggiatori dispersi col maltempo.
Fra di loro, il più famoso fu Barry I (1800-1814), resosi protagonista del salvataggio di almeno 40 persone. Alla sua morte, il suo corpo venne imbalsamato e conservato presso il Museo di Storia Naturale di Berna, e da allora il miglior maschio di ogni cucciolata dell'allevamento dell'ospizio prende il nome di Barry. Inoltre, la razza, fino ad allora conosciuta come mastino delle Alpi, si iniziò a diffondere come chien barry.
Uomini e l'arte dell'accumulo
Ho intitolato il post un po' genericamente ma in realtà avrei dovuto scrivere " mariti e il sapersi vestire", accumulare roba etc.
Sono sposata da 3 anni e qualche mese, convivo con il mio lui da piú di 4 anni ma ancora non riesco a fargli sparire certi maglioni dall'armadio.
Capisco che qui insorgeranno le associazioni umanitarie per i diritti della libertà dell'individuo, ma certi maglioni farebbero orrore anche alle donne che ci lavorano in queste associazioni.
Colori improbabili, ebbene si ha un maglione azzurro puffo, come il gelato, orsi di stoffa che risalgono al paleolitico. Alle volte mi chiedo: ma li ha scelti lui? Gliel'ha comprati la mamma e non se ne vuole separare come Linus con la coperta? Altrimenti non mi spiego perchè ogni volta che minaccio di farli sparire, salta su che li deve mettere assolutamente perchè stanno da dio con quei jeans dell'epoca di Elvis the Pelvis..io li' mi arrendo perchè mi rendo conto che arginare la montagna di orrori è impossibile.
Non che il mio armadio sia esente, certi vestiti devo averli comprati in preda a crisi belle grosse..presa dall'euforia di trovare vestiti decenti in terra elvetica. Però io rimedio e butto, regalo a bisognosi che non guardano molto all'estetica..insomma risolvo in qualche modo. Lui no mai, resiste e li mette in ufficio.
Devo dire che forse lui ha trovato la soluzione, solo nella ditta in cui lavora ho visto gente vestita peggio di lui..tristess..
Sono sposata da 3 anni e qualche mese, convivo con il mio lui da piú di 4 anni ma ancora non riesco a fargli sparire certi maglioni dall'armadio.
Capisco che qui insorgeranno le associazioni umanitarie per i diritti della libertà dell'individuo, ma certi maglioni farebbero orrore anche alle donne che ci lavorano in queste associazioni.
Colori improbabili, ebbene si ha un maglione azzurro puffo, come il gelato, orsi di stoffa che risalgono al paleolitico. Alle volte mi chiedo: ma li ha scelti lui? Gliel'ha comprati la mamma e non se ne vuole separare come Linus con la coperta? Altrimenti non mi spiego perchè ogni volta che minaccio di farli sparire, salta su che li deve mettere assolutamente perchè stanno da dio con quei jeans dell'epoca di Elvis the Pelvis..io li' mi arrendo perchè mi rendo conto che arginare la montagna di orrori è impossibile.
Non che il mio armadio sia esente, certi vestiti devo averli comprati in preda a crisi belle grosse..presa dall'euforia di trovare vestiti decenti in terra elvetica. Però io rimedio e butto, regalo a bisognosi che non guardano molto all'estetica..insomma risolvo in qualche modo. Lui no mai, resiste e li mette in ufficio.
Devo dire che forse lui ha trovato la soluzione, solo nella ditta in cui lavora ho visto gente vestita peggio di lui..tristess..
lunedì 24 gennaio 2011
Schlittschuh laufen ovvero pattinare su ghiaccio.
Zurigo, gradi di temperatura fuori pochi ma un bel sole che promette un bel pomeriggio. Dopo una mattinata pigra a letto ci siamo decisi a uscire e ad affrontare il freddo e il ghiaccio di questi giorni.
Ebbene si siamo ritornati sotto zero! Vediamo la cosa in modo positivo, fa freddo, c'è tanto ghiaccio, le colline sono innevate..è inverno quindi si può andare a pattinare sul ghiaccio.
Premessa: ho imparato a pattinare da piccola, era l'unico sport invernale che i miei genitori, in particolare mio padre, praticasse senza ammazzarsi e con un minimo di voglia perché lo sci non ha mai fatto per lui.
Uno dei piú bei ricordi che ho della mia infanzia è andare a pattinare sul lago ghiacciato del paesino di Gressoney St.Jean con mia sorella e mio padre. Non so che età avessimo, credo che mia sorella fosse sotto i 5 anni e io poco piú grande. Sono sempre stata paurosa e un po' mammona ma pattinare lo adoravo e, dopo aver appreso i primi rudimenti di come stare in equilibrio sui pattini, scheggiavo sulla pista come una trottola rincorrendo e facendomi rincorrere dalla sorella o dai bimbi in pista.
Ecco ieri da adulta ho ritrovato tante me bambine sulle piste, tutte imbacuccate come me all'epoca: pantaloni da sci, moffole, cappellino fin sul naso, naso gocciolante..tutto il repertorio insomma. Unica differenza l'orso..l'orsetto aiuta schettinamento..lo definerei io. All'epoca mia (parliamo dei primi anni '80) non c'era, diciamo non se ne vedeva l'esigenza ma qui pattinano anche i pupi sotto i 4 anni ed è un aiuto dato che il bimbo spinge l'orsetto, pinguino..c'era pure lo gnomo.. e non cade. Altra differenza il caschetto, mai messo, io cadevo solo di sedere. Certe sederate all'epoca ma avevo le molle, mi rialzavo e andavo.
Il marito ha avuto qualche difficoltà all'inizio ma dopo i primi 5 minuti di assestamento non voleva piú andare via.
La pista è in una bellissima zona di Zurigo, proprio sulla collina che si affaccia sul lago, per chi conoscesse Zurigo dalla parte di Utoquai.
Coi mezzi è anche bello arrivarci dato che basta arrivare alla fermata Romerhöf e prendere la Dolbahn fino in cima e ci si trova immersi in un boschetto. Il viaggio col trenino a cremagliera vale davvero la pena farselo dato che si passa in uno dei quartieri piú belli di Zurigo, immerso nella natura e pieno di stupende case dei primi del secolo scorso.
Ecco un po' di foto.
Ebbene si siamo ritornati sotto zero! Vediamo la cosa in modo positivo, fa freddo, c'è tanto ghiaccio, le colline sono innevate..è inverno quindi si può andare a pattinare sul ghiaccio.
Premessa: ho imparato a pattinare da piccola, era l'unico sport invernale che i miei genitori, in particolare mio padre, praticasse senza ammazzarsi e con un minimo di voglia perché lo sci non ha mai fatto per lui.
Uno dei piú bei ricordi che ho della mia infanzia è andare a pattinare sul lago ghiacciato del paesino di Gressoney St.Jean con mia sorella e mio padre. Non so che età avessimo, credo che mia sorella fosse sotto i 5 anni e io poco piú grande. Sono sempre stata paurosa e un po' mammona ma pattinare lo adoravo e, dopo aver appreso i primi rudimenti di come stare in equilibrio sui pattini, scheggiavo sulla pista come una trottola rincorrendo e facendomi rincorrere dalla sorella o dai bimbi in pista.
Ecco ieri da adulta ho ritrovato tante me bambine sulle piste, tutte imbacuccate come me all'epoca: pantaloni da sci, moffole, cappellino fin sul naso, naso gocciolante..tutto il repertorio insomma. Unica differenza l'orso..l'orsetto aiuta schettinamento..lo definerei io. All'epoca mia (parliamo dei primi anni '80) non c'era, diciamo non se ne vedeva l'esigenza ma qui pattinano anche i pupi sotto i 4 anni ed è un aiuto dato che il bimbo spinge l'orsetto, pinguino..c'era pure lo gnomo.. e non cade. Altra differenza il caschetto, mai messo, io cadevo solo di sedere. Certe sederate all'epoca ma avevo le molle, mi rialzavo e andavo.
Il marito ha avuto qualche difficoltà all'inizio ma dopo i primi 5 minuti di assestamento non voleva piú andare via.
La pista è in una bellissima zona di Zurigo, proprio sulla collina che si affaccia sul lago, per chi conoscesse Zurigo dalla parte di Utoquai.
Coi mezzi è anche bello arrivarci dato che basta arrivare alla fermata Romerhöf e prendere la Dolbahn fino in cima e ci si trova immersi in un boschetto. Il viaggio col trenino a cremagliera vale davvero la pena farselo dato che si passa in uno dei quartieri piú belli di Zurigo, immerso nella natura e pieno di stupende case dei primi del secolo scorso.
Ecco un po' di foto.
venerdì 21 gennaio 2011
Yoga 2 e donne
Sfidando la tormenta, due fiocchi in realtà, stamani sono tornata a yoga. Mi piace, mi rilassa e, frequentando una classe in cui l'età media è abbastanza alta, non mi sento nemmeno in difetto se non riesco a fare tutti gli esercizi, pure le altre non ci riescono. Ho scoperto di avere i piedi troppo corti per certi esercizi, non riesco a stare bene in equilibrio però gli esercizi con il tronco li faccio che è un piacere e spero di risolvere in questo modo gli incriccamenti collo-spalle tipici di questo periodo. Certi giorni rimanevo bloccata e non riuscivo a girare la testa. Rido sempre all'omm finale, non ce la faccio, non sono per niente un tipo meditativo anzi quando c'è il momento finale in cui dobbiamo sentir il respiro attraversarci la pancia, il busto, le spalle e tutto quello che c'è in mezzo io dormo o penso ad altro. Mi rilasso lo stesso quindi credo che vada bene, solo che non riesco a respirare come fanno le altre, sembrano tutte dei mantici..tutte insieme potrebbero alimentare un camino enorme!
giovedì 20 gennaio 2011
Previsioni meteo..perchè ci azzeccano sempre qui?!
Mi rendo conto rileggendomi dopo quasi un anno, ebbene si è quasi un anno che scrivo, che parlo spesso del tempo in svizzera. Almeno avevo cominciato così e sto continuando a quanto pare.
Ma il tempo qui, in particolare le previsioni meteo, mi affascina perchè è tutto diverso da come me l'ero immaginato. Mi ero immaginata di essere sotto la neve per 4 mesi l'anno e in parte è vero, ma è anche vero che in realtà a parte qualche settimana prima di Natale quando c'è stata neve in tutta europa, in svizzera almeno nella zona di Zurigo, non è che nevichi così tanto. Sarà che mi sono abituata e non ci faccio piú caso?!
No no ci faccio caso, stamani poi che ha nevicato di nuovo, ed era previsto, me ne sono accorta eccome e nonostante sia una scocciatura per molti per me, per la bimba che c'è ancora in me oggi è festa..c'è la neve fuori!!
Mi sento come nei fumetti dei peanuts, vorrei essere Charlie Brown, chiamare a raccolta Lucy, Piperita Patty e avere un cane come Snoopy, il quale mi brontolerebbe che la neve è fredda, per uscire fuori a giocare al diamante di baseball, lamentandomi perchè non si vedono le linee e nemmeno le basi.
Evviva la neve!! Bella, bianca e fredda anche, ma che mette allegria..almeno a me!
Tra parentesi dire che fuori c'è la neve permette anche di avere sempre una scusa per stare al caldo e strafogarsi di cioccolata..nel mio caso di brownie al cioccolato...gnam gnam..
Ma il tempo qui, in particolare le previsioni meteo, mi affascina perchè è tutto diverso da come me l'ero immaginato. Mi ero immaginata di essere sotto la neve per 4 mesi l'anno e in parte è vero, ma è anche vero che in realtà a parte qualche settimana prima di Natale quando c'è stata neve in tutta europa, in svizzera almeno nella zona di Zurigo, non è che nevichi così tanto. Sarà che mi sono abituata e non ci faccio piú caso?!
No no ci faccio caso, stamani poi che ha nevicato di nuovo, ed era previsto, me ne sono accorta eccome e nonostante sia una scocciatura per molti per me, per la bimba che c'è ancora in me oggi è festa..c'è la neve fuori!!
Mi sento come nei fumetti dei peanuts, vorrei essere Charlie Brown, chiamare a raccolta Lucy, Piperita Patty e avere un cane come Snoopy, il quale mi brontolerebbe che la neve è fredda, per uscire fuori a giocare al diamante di baseball, lamentandomi perchè non si vedono le linee e nemmeno le basi.
Evviva la neve!! Bella, bianca e fredda anche, ma che mette allegria..almeno a me!
Tra parentesi dire che fuori c'è la neve permette anche di avere sempre una scusa per stare al caldo e strafogarsi di cioccolata..nel mio caso di brownie al cioccolato...gnam gnam..
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