Sempre leggendo in tedesco per migliorarmi un pochetto stavolta mi sono buttata sullo Spiegel, che no non è lo specchio in tedesco ma Der Spiegel, semplicemente la bibbia per i tedeschi, almeno me l'hanno venduto così. Pure caro tra l'altro e qui si apre una parentesi sul prezzo assurdo delle riviste in svizzera. Sempre il mio insegnante di tedesco, chiamiamolo solo B. dalle sue iniziali, mi ha spiegato che in svizzera c'è una sola compagnia che detiene il monopolio delle riviste estere, quindi anche quelle tedesche, e decide a suo criterio il prezzo al pubblico della singola rivista. Ecco perchè in austria costano meno a parità di spedizione. Idem per le riviste italiane, inglesi, turche etc. Risultato una rivista che a 60 km da dove vivo costa 4 euro io la pago 7.30 franchi che fanno esattamente 1.79 euro in piu' rispetto al prezzo tedesco, in austria è solo 0.30 euro in piu'..'sti bastardi..ops..che persone carine!!
Ma come dice B.: est ist Kapitalismus!! Kapitalismus 'sti c...qui mi sembra che vogliono proprio spennare la gente, si sa pero' sono tutti ricchi gli svizzeri quindi vanno spennati ; )
L'articolo su cui mi sono proprio buttata era il piú corto, perchè va be' che il tedesco lo capisco ma lo Spiegel non è proprio facile e i suoi articoli sono belli lunghetti, un articolo di due pagine è il massimo a cui aspiro per il momento!!
L'articolo, che dà il titolo al post, è l'intervista a una scrittrice tedesca fondatrice del movimento femminile in germania, direi che avendo 64 anni ha vissuto in pieno il movimento. Il giornale la voleva far parlare della situazione della donna oggi in germania, delle quote rosa nel sistema politico e del ruolo della donna nelle aziende.
Quello che mi ha piú colpito subito dalla prima risposta di questa donna è che secondo lei in germania si è fatto ben poco per le donne, anzi la situazione dal punto di vista economico è ancora molto lontana dall'essere rosea, paragona la germania all'india per numero di donne in posizioni economiche chiave. L'india, un paese in cui vige ancora il sistema delle caste!!
Ora io parlando con tedeschi, maschi, mi sento sempre dire che la germania per le donne è il paradiso, che ci sono servizi per loro e che nel resto del mondo noi donne siamo considerate cittadine di serie B..boh che non parlino con le donne tedesche?!
Sempre secondo 'sta tipa, Silvia Bovenschen per la cronaca, il fatto che la germania abbia un cancelliere donna non cambia molto le cose perché il problema della carriera per le donne e per carriera qui lei intende un minimo di autonomia economica, avere una entrata indipendente dal patner per intenderci, non ha risolto di fatto il problema di quelle donne che oltre a un marito vogliono anche dei bambini (i kinder del titolo, non i cioccolatini..) perché la sciura Merkel per chi non lo sappia di bimbi non ne ha.
Politicamente parlando quindi si dà spazio alle donne ma a quelle che i figli li hanno già cresciuti o a quelle che non li hanno proprio. Per tutte le altre donne, quelle che si devono barcamenare tra un lavoro pagato meno di quello di un uomo a parità di studi o di funzione, la quota rosa non esiste. Semplicemente rimangono al palo e se la società non le ascolta devono sperare di essere ascoltate almeno dall'uomo che hanno scelto come padre dei loro bimbi. Che la signora B. sia una femminista molto arrabbiata si capisce bene però dice tante verità che ormai le donne della mia generazione non sentono piú da molto, forse troppo tempo. Le nostri madri hanno combattuto per dei diritti che sembravano acquisiti ma che, a quanto pare, oggi non bastano piú. Un po' perché sono cambiati gli orari di lavoro, prima si lavoravano 8 ore e quelle erano, oggi lavorare 8 ore al giorno è piú l'eccezione che la regola, gli asili sono sempre meno (e chiudono presto!) e i fondi stanziati dai vari governi per la famiglia pure. Si danno sgravi fiscali alle famiglie poi come queste famiglie gestiscano l'economia familiare è un problema loro, risultato: gli uomini lavorano e le donne stanno a casa a occuparsi dei figli "scegliendo" di abbandonare la carriera per un breve periodo consapevoli di poterci rientrare in seguito..ma se quel "in seguito" non ci fosse? Se il mercato decidesse in momenti di crisi di non avere bisogno di loro?
Quale uomo metterebbe da parte la carriera per occuparsi di bambini sapendo che è un lavoro faticoso, non è pagato e mal considerato?! Gli asili nidi in germania, come in tutta europa, mi pare non siano pieni di personale maschile anzi trovarne uno è come trovare un ago in un pagliaio, forse perché è un lavoro logorante e ti pagano meno di un muratore ?! Persino in svezia, dove esiste la paternità, molti padri, non tutti ovvio, la scelgono perché è economicamente vantaggiosa, sono giorni che spettano solo all'uomo, la donna non ne può usufruire quindi o li usa lui o non li usa nessuno.
Tante domande e nessuna risposta, nemmeno la plurilaureata signora B. ne ha una tranne dire che le giovani donne sanno poco di femminismo. Che abbia ragione, abbiamo dimenticato cosa hanno fatto le nostre mamme per noi??
Piccola nota finale: il nuovo ministro per la famiglia in germania ha 32 anni, sposata da poco con una carriera non indifferente alle spalle, speriamo di vederla ancora in carica quando avrà figli e vedremo cosa dirà..speriamo dica qualcosa di diverso dalla nostra Gelmini che ha fatto sentire le madri italiane delle vere e proprio scansafatiche perché non tornano a lavorare subito dopo la nascita del pupo, annullando di fatto tutta la fatica delle nostre mamme per avere la maternità pagata garantita :-(
Ecco, brava, mi hai tolto le parole di bocca alla fine perchè davvero mi è venuta in mente la Mariastella! Mannaggia. Intanto vado a leggermi Der Spiegel....
RispondiEliminaPrego..l'articolo mi ha fatto molto riflettere, diciamo che è stato uno spunto per capire dove stiamo andando e che posto ci sarà per la donna in questo millennio. La mia speranza sono le donne dell'asia..le nuove potenze economiche!
RispondiEliminaAnch'io voglio leggermi l'articolo! A me comunque non risultava un gran posto la germania in quanto a diritti delle donne (certo, accettabile, meglio di Italia e Svizzera senza ombra di dubbio, ma non certo paragonabile ai paesi nordici!). Gli uomini tedeschi è meglio lasciarli parlare senza dar loro troppo credito, nella mia , seppur limitata, esperienza! E io credo che nei periodi di crisi la maggior parte degli Stati, PURTROPPO, penalizzi le donne...tristezza infinita...
RispondiEliminaCiao a tutti. Questo post è di più di un anno fa ma ci sono incappata solo ora nelle mie ricerche sul web legate al fatto che stiamo valutando un trasferimento in Germania. Mio marito ha avuto un'offerta di lavoro e l'obiettivo e' fare un'esperienza diversa, per noi e la nostra famiglia, andando via da questo paese che da poche prospettive alle generazioni future, consentendo ai nosyri figli di imparare un'altra lingua e migliorando la nostra qualità della vita visto che in Italia per me e' diventato abbastanza difficile conciliare famiglia e lavoro full time. L'idea e quella che io mi prenda un periodo "sabbatico" e che per un annetto mi dedichi alla famiglia, al tedesco e alla "nuova vita". Ma la prospettiva d lungo periodo e' che io cerchi un lavoro li (lavoro da più di dieci anni nel mondo del marketing e della comunicazione) tendenzialmente part time. Finora avevo sempre considerato la germani a molto più avanti rispetto all'Italia sul tema conciliazione lavoro/famiglia. Ma questo post mi sta facendo avere qualche perplessità su una delle motivazioni della nostra scelta. Tra l'altro secondo me un conto e convincere l datore di lavoro e passare da full a part time e un conto e cercare lavoro direttamente così. E allora mi chiedo se ha senso venire. Qui faccio fatica a far quadrare il cerchio ma in qualche modo riesco, con il post scuola che finisce alle 18. E li? Si può fare?
EliminaAlessandra
ciao Alessandra, il post è un po' vecchio ma leggendo altri blog su argomenti simili,ti consiglio dieitalienerin.wordpress.com, mi sto rendendo conto che le cose non cambiano molto. Certo se parti già con un part-time è meglio ma devi pensare che la concorrenza è tanto. Quasi tutte le tedesche con figli aspirano a un part-time. Cio' che ti posso consigliare è di cercare e di investire su corsi di tedesco se proprio vuoi rimanere nel tuo ambito, te lo dico per esperienza senza tedesco nel marketing e comunicazione è difficile lavorare..chiaro se lavori per una multinazionale è un altro conto. Se vuoi avere piu' info personali scrivimi in privato su pinguino.ch@gmail.com e guarda anche il sito expatclic.com che dà consulenze proprio su questo tema.
Eliminain bocca al lupo per tutto!