Al liceo adoravo passare un sabato o un we intero a non fare niente, fuori il tempo è brutto, tu te ne stai in casa a leggere, ascoltare musica, cucinare, pulire se serve e poi basta..perché non fare niente non mi è stato mai consentito. Mia madre, mia nonna mi hanno ripetuto fino alla nausea che stare senza far niente "l'è pecat" !
Questo pero' avrei voluto starmene per i fatti miei, così è stato in parte, in parte perché il marito adorato si è dimenticato di dirmi che avremmo avuto ospiti a dormire sabato sera, nonché a cena, colazione e pranzo.
Siamo entrambi incasinati al lavoro, poco tempo per pensare, parlare quindi ci scriviamo via mail e alle volte capita che ci avvertiamo, si lo faccio anche io a volte, di impegni presi solo inviandoci mail di inoltro..non è bello, non mi piace, ma succede. Vita e tempi moderni aimé, non voglio pensare cosa faremo quando entrambi ci convertiremo agli smartphone. Stiamo aspettando entrambi di cambiare cellulare infatti, ormai i nostri due vecchi penso siano pronti per il museo della tecnologia, proprio nella teca vicino al vecchio motorola con antenna.
Novità: ha cominciato a fare freddo e a nevicare. Una collega mi ha fatto notare che è strano vedere scendere la neve e gli alberi sono tutti gialli, l'inverno che ha spaventato l'autunno. Se continua così più che Halloween fra un po' festeggiamo natale.
Questa sera si cambia l'ora quindi si dorme un po' di più e non vedo l'ora, alzarmi presto mi costa una fatica in queste ultime settimane.
domenica 28 ottobre 2012
sabato 20 ottobre 2012
Büchmesse 2012
Nell’ultimo post avevo scritto che avrei
parlato dei miei w.e. Di sicuro parlerò di uno di quelli che aspettavo con
ansia, la visita di francoforte sul meno per la fiera del libro 2012, la Buchmesse
2012 appunto.
Adoro leggere e adoro i libri, forse ora dovrei
dire che adoro gli ebook dato che la gioia di poter andare nello store online,
cercare quello che voglio, scegliere di leggere prima un estratto di almeno 60
pagine e comprare, per me sono un tutt’uno. Non disdegno le librerie ben
inteso, l’odore della carta mi dà ancora un fremito e mi piace
entrarci in qualunque città del mondo io sia, anche se non capisco in che
lingua i libri siano scritti.
Purtroppo vivendo in un paese in cui i libri
costano un botto e leggendone troppi mi sono adeguata. Altro vantaggio gli
ebook non pesano come i tomi che di solito leggo e portandomene in giro una
cinquantina ho sempre qualcosa da leggere, dato che mi piace rileggere alcuni
passi che magari ho sottolineato; altra cosa bella io odio scrivere sui libri e
sottolineare e fare orecchie per ricordarmi dei passi. Sugli ebook posso
sottolineare in diversi colori e poi cancellare se voglio, ho i diversi
segnalibri dei punti in cui mi sono fermata e ho ripreso la lettura e con i
libri in inglese ho il dizionario monolingua cosi‘ se non conosco una parola
posso subito verificare il significato. Peccato non avere questa fortuna anche
per il tedesco.
Sto divagando pero‘ quindi torno al w.e.
Dopo il lavoro venerdi‘ siamo partiti in
macchina, c’era il mondo in autostrada e ci abbiamo messo piu‘ del previsto ma
arrivati a francoforte ci siamo riposati e la mattina dopo eravamo freschi e
pronti per la fiera. Francoforte la conoscevamo già quindi non abbiamo fatto i
turisti e siamo arrivati tra i primi. All’inizio la fiera mi è sembrata un po‘
strana, alla fermata dell’U-bahn era pieno di „adulti“ mascherati da personaggi
dei cartoni giapponesi, c’era persino quella specie di topino giallo, picachu.
Mi facevano un po‘ ridere e ho pensato a
una riunione tipo quelle che fanno a milano gli amanti di Dungeons&Dragons,
in quei giorni la metro di milano è piena di gente con spade e vestiti da
medioevo. Mi sono detta, sicuro non entrano. Mi sbagliavo, sono entrati con noi
e si sono persi negli stand cercando i loro seguaci, vi assicuro ce n’erano!
Per fortuna avevo preso i biglietti online
perché sabato era il primo giorno di apertura al pubblico e c’era la coda, noi
invece siamo andati diretti al controllo e siamo entrati.
C’era il mondo!
Presa la mappa abbiamo cercato di fare una
scelta ma il flusso era troppo quindi l’abbiamo seguito e abbiamo cominciato a
dare una occhiata agli stand, gli eventi li avevo già controllari su internet e
non mi interessavano a parte quelli sulla nuova
zelanda, ospite della fiera. Erano previsti concerti di musica maori e
altro.
Gli stand piu‘ gettonati come mi immaginavo
erano quelli del reparto bambini, era pieno di famiglie e questo mi ha
ricordato quanto i tedeschi amino leggere e lo trasmettano subito ai loro
figli. C’erano autori
che facevano letture, stand coloratissimi coi personaggi dei racconti che
facevano autografi o leggevano.
I bambini
erano tutti eccitati e con loro i genitori con borse piene di cataloghi già
alle 11. L’organizzazione della fiera devo dire che è impeccabile, ogni stand
aveva il suo bar, i bagni , peccato che
per l’occasione non avessero pensato al gran numero di donne dato che il bagno
delle donne era rigorosamente con una coda lunga un km davanti mentre quello
degli uomini era sempre libero.
Nel
pomeriggio la confusione aveva raggiunto una tale saturazione che era quasi
impossibile spostarsi quindi ci siamo diretti a mangiare fuori, la fiera ha
infatti un bello spazio che si presta a concerti e piccoli biergarten. Quindi
ci siamo goduti musica maori bevendo birra e mangiando bretzli.
Una
bellissima visita alla fiera.
Kia
ora a
tutti !
Qualche foto tra le mie preferite
![]() |
| se avessi spazio in casa: la mia libreria |
![]() |
| una parte della coda per il bagno |
![]() |
| carinissimo si può ordinare da un sito molto bello |
domenica 14 ottobre 2012
L'autunno, le zucche e la vita all'estero.
Come si intuisce dal titolo di questo post mi sono messa a pensare. L'autunno, l'inizio di un nuovo anno lavorativo, il freddo fuori, le giornata di pioggia portano a pensare.
Nel mio caso l'autunno è iniziato con tanta voglia di fare, di scoprire. Le ore di luce diminuiscono e per non farmi abbattere dal tempo credo che l'unico rimedio sia trovare quante più attività possibili da fare fuori e dentro casa.
In cima alla lista ci sono i finesettimana. Io e mio marito ce li siamo promessi dopo il completamento dei lavori della casa.
Voglio, vogliamo goderci i nostri finesettimana, quindi quello che viene abbiamo fatto una capatina in germania (racconterò in un post ad hoc) e in svezia per il nostro anniversario, nonché suo compleanno.
Poi più attività fisica! Sono indecisa se fare, come vorrei da anni, l'abbonamento al pattinaggio o iscrivermi in palestra.
La palestra non è proprio nelle mie corde ma sarebbe qualcosa che potremmo fare insieme e ne avremmo bisogno entrambi.
In tutto questo, tanto per non farmi mancare nulla, vorrei riprendere i miei lavori di cucito e realizzare qualcosa per Natale. Il negozio dove vado spesso ha messo a disposizione dei kit per realizzare dei pupazzi veramente carini.
La zucca del titolo è perché con l'autunno si ricomincia a mangiare la zuppa di zucca, evviva!
Ormai per me l'autunno è zucca. Non avrei mai pensato di poterlo dire in passato. Divertente è che abbia girato la passione anche a mia sorella.
Per il resto ho aggiunto "vita all'estero" solo per ricordarmene. Ormai dopo sei anni mi sento integrata, mi fanno tenerezza i messaggi che scrivevo sul forum di espatriati elencando tutte le cose che non andavano, ancora di più mi fa tenerezza sentirli dai nuovi arrivati.
La vita all'estero ti sorprende per questo.
E' come quando lessi alle medie il libro "Quando Hitler rubo' il coniglio rosa", di tutta la storia quello che mi colpi' di più fu la difficoltà della bambina ad adattarsi a una lingua nuova. Pensavo, e lo penso ancora, che attraverso la lingua passi il processo di integrazione in un nuovo paese, perché siamo animali sociali e abbiamo bisogno di comunicare.
Possiamo esprimere in parte le nostre sensazioni con il volto ma spiegarci, cercare di farci comprendere è un processo diverso.
Essere confidenti in una lingua vuol dire uscire con quella sicurezza che ci fa sentire bene come a casa, perché la casa diventa il posto in cui parliamo e tutti ci capiscono. Voi che dite?
Nel mio caso l'autunno è iniziato con tanta voglia di fare, di scoprire. Le ore di luce diminuiscono e per non farmi abbattere dal tempo credo che l'unico rimedio sia trovare quante più attività possibili da fare fuori e dentro casa.
In cima alla lista ci sono i finesettimana. Io e mio marito ce li siamo promessi dopo il completamento dei lavori della casa.
Voglio, vogliamo goderci i nostri finesettimana, quindi quello che viene abbiamo fatto una capatina in germania (racconterò in un post ad hoc) e in svezia per il nostro anniversario, nonché suo compleanno.
Poi più attività fisica! Sono indecisa se fare, come vorrei da anni, l'abbonamento al pattinaggio o iscrivermi in palestra.
La palestra non è proprio nelle mie corde ma sarebbe qualcosa che potremmo fare insieme e ne avremmo bisogno entrambi.
In tutto questo, tanto per non farmi mancare nulla, vorrei riprendere i miei lavori di cucito e realizzare qualcosa per Natale. Il negozio dove vado spesso ha messo a disposizione dei kit per realizzare dei pupazzi veramente carini.
La zucca del titolo è perché con l'autunno si ricomincia a mangiare la zuppa di zucca, evviva!
Ormai per me l'autunno è zucca. Non avrei mai pensato di poterlo dire in passato. Divertente è che abbia girato la passione anche a mia sorella.
| dall'esposizione di zucche sul lago di Pfaffikon |
La vita all'estero ti sorprende per questo.
E' come quando lessi alle medie il libro "Quando Hitler rubo' il coniglio rosa", di tutta la storia quello che mi colpi' di più fu la difficoltà della bambina ad adattarsi a una lingua nuova. Pensavo, e lo penso ancora, che attraverso la lingua passi il processo di integrazione in un nuovo paese, perché siamo animali sociali e abbiamo bisogno di comunicare.
Possiamo esprimere in parte le nostre sensazioni con il volto ma spiegarci, cercare di farci comprendere è un processo diverso.
Essere confidenti in una lingua vuol dire uscire con quella sicurezza che ci fa sentire bene come a casa, perché la casa diventa il posto in cui parliamo e tutti ci capiscono. Voi che dite?
martedì 18 settembre 2012
Filosofia del cioccolato
Ho parlato
dei gadget l’ultima volta e qualcuno mi ha fatto notare che non ho citato il
cioccolato.
Vorrei
spiegarvi qui il perché.
Il
cioccolato, come si capisce dal titolo, per me è una filosofia: sta alla
svizzera come la pizza sta all’italia.
E’ un po’
un cliché ormai, anche se vi posso assicurare che non sono diventata di parte,
riconosco che certa cioccolata belga dà i punti anche a quella buonissima
svizzera.
Qui pero’
ha sede una delle ditte piu’ famose al mondo nonché la piu’ grande varietà di
cioccolato al mondo e anche il maggior consumo procapite del mondo, mi pare che
basti..
Ci sono
cosi’ tante marche diverse che andare al supermercato e fermarsi al reparto
cioccolato puo’ significare perdere le ore per scegliere, ne elenco un po’,
abbiamo :
- · Cailler
- · Lindt
- · Marca del super (buona eh !!)
- · Frey
- · Milka
- · Midor
- · Ferrero
Oltre a
queste, tutto piu’ o meno buone, c’è da ricordare che ognuna di queste marche
realizza diverse varietà. La cailler per esempio ha una versione di cioccolato al latte con le
bolle!
La lindt
realizza ogni cambio stagione almeno tre gusti diversi di cioccolato, con
varianti che vanno dal pistacchio al cioccolato bianco gusto stracciatella a
mille altri.
Le marche
di cioccolato del supermercato si mantengono fedeli a tre, quattro gusti base e
Midor produce un solo tipo di cioccolato che si potrebbe definire cioccolato
Midor.
Spostandoci
invece nel settore dell’alta cioccolateria allora non posso che citare due dei
migliori di Zurigo : Sprüngli e Lederarch.
Vi presentano
la cioccolata in veste di gioielli, anche le scatoline che li contengono non
hanno nulla da invidiare alla mitica scatolina azzurra di Tiffany. Almeno per
quanto riguarda Sprüngli, Lederarch va decisamente al sodo e preferisce puntare
tutto sulla qualità del suo cioccolato, per questo confeziona cioccolato sfuso
in confezioni trasparenti. Attenzione pero’, 1 kg o anche meno di cioccolato in
uno di questi negozi potrebbe venirvi a costare molto caro, e non sto parlando
della vostra linea bensi’ del vostro portafoglio ! Sono esageratamente
cari, una soddisfazione che puo’ rianimare una giornata altrimenti spenta ma a
che prezzo !!
Ora
enumerate le marche, qualità etc. torniamo alla filosofia. Un buon pezzo di cioccolato come
scritto qui sopra aiuta a far svoltare
una giornata. Personalmente il mio consumo si riduce in estate ma appena arriva
l’autunno o si avvicinano le festività mi piace coccolarmi la sera con un bel
pezzo di cioccolato, tanto per ripigliarmi dalla lunga e magari grigia
giornata. Quindi cerco di rifornire sempre la mia credenza con del buon
cioccolato fondente, di solito quello con il ripieno all’arancia, uno dei miei
preferiti. Anche il
marito non disdegna un po’ di cioccolato per rifarsi la bocca. Lui è un purista
e non ammette nulla da bere dopo, io invece spesso cedo a un bicchiere d’acqua,
esigenza che mi veniva dal mangiare il cioccolato al latte, con quello fondente
non ce ne sarebbe bisogno.
mercoledì 5 settembre 2012
Il treno..
Il treno..
mi porta tutte le mattine al lavoro, mi riporta a casa, lo adoro.
Non é così facile da spiegare la mia relazione con il treno, per anni l'ho odiato dato che era sporco, in ritardo cronico e italiano. Ora che il treno è svizzero lo trovo molto più confortevole, pulito e puntuale. Ma non voglio parlare del treno in senso stretto bensì del gleis, binario in italiano, da qualche anno a questa parte la linea verso Zurigo ha subito massicci miglioramenti causa aumento degli utenti. Vivo in un paesino a nord di Zurigo e ho visto aumentare la popolazione sul treno in modo esponenziale, mi ricordo ancora quando sul binario eravamo io e qualche altro sparuto pendolare, ora faccio fatica a contarli. Sul treno saliamo tutti forse perché i treni arrivano a cinque minuti di distanza quindi c'è sempre il tempo di prenderne un altro.
La popolazione è così variegata, sarebbe bello fare una foto dal di fuori della gente che c'è , ogni tanto mi capitano anche le comitive, come a metà agosto. Sono ricominciate le scuole in quel periodo e non so perché ma qui la prima cosa che fanno è portarli in gita, quindi tutta la scuola sul mio treno. Ho pregato che prendessero il treno prima ma no, hanno preso il mio, quindi una 60ina di ragazzi sotto i 14 anni che giocavano alle 7.30 a chi rideva più da scemo..ovvio hanno vinto tutti a parte me che rodevo dal sonno arretrato.
Non contento il destino beffardo il giorno dopo mi ha regalato una comitiva di vecchietti che a pensarci bene sono peggio dei ragazzi, arzilli alle 6 di mattina, alle 7 potrebbero andare a ballare, urlano dato che alcuni sono sordi e parlano tutto il tempo in svizzero. Vedere dal di fuori un treno svizzero con i giovani che non parlano e hanno le cuffie inchiodate alle orecchie e gli anziani che parlano a ruota libera e' uno spettacolo, proprio perché quelli stessi anziani da giovani probabilmente non avranno mai parlato con nessuno. So che una mia amica pendolare in Italia avrebbe da ridere ma l'abitudine tutta italiana di parlare tra pendolari in Italia un po' mi manca, ogni tanto trovo qualche amico o collega sul treno quindi si chiacchiera, chiaro non la mattina presto, ma è raro.
La gente si fa molto i fatti suoi, giocano con gli smartphone, ecco questi aggeggi quando viaggiavo in Italia non esistevano ancora, al posto dell' iPad c'era il libro cartaceo. Com'è cambiata la vita in così poco tempo. Il treno potrebbe essere un luogo di incontro e in effetti lo è anche, qui il giornalino metropolitano pubblica annunci alla sera di chi ha visto qualcuno in treno e vuole rintracciarlo, si scrivono le cose più assurde, generalmente con sigle incomprensibili ma il succo è sempre quello: giovane cerca bella ragazza vista in treno stamattina, prego scrivere al cellu ...
È buffo come la tecnologia modifichi certe cose ma non le cambi, la voglia di conoscersi, di scambiarsi opinioni rimane.
Dal finestrino del mio treno mi preparo a vedere una consolazione della mia sveglia mattutina: il lago. Può essere coperto,come oggi, ma il lago è sempre lì, tutte le mattine che mi aspetta e io ora me lo godo!
mi porta tutte le mattine al lavoro, mi riporta a casa, lo adoro.
Non é così facile da spiegare la mia relazione con il treno, per anni l'ho odiato dato che era sporco, in ritardo cronico e italiano. Ora che il treno è svizzero lo trovo molto più confortevole, pulito e puntuale. Ma non voglio parlare del treno in senso stretto bensì del gleis, binario in italiano, da qualche anno a questa parte la linea verso Zurigo ha subito massicci miglioramenti causa aumento degli utenti. Vivo in un paesino a nord di Zurigo e ho visto aumentare la popolazione sul treno in modo esponenziale, mi ricordo ancora quando sul binario eravamo io e qualche altro sparuto pendolare, ora faccio fatica a contarli. Sul treno saliamo tutti forse perché i treni arrivano a cinque minuti di distanza quindi c'è sempre il tempo di prenderne un altro.
La popolazione è così variegata, sarebbe bello fare una foto dal di fuori della gente che c'è , ogni tanto mi capitano anche le comitive, come a metà agosto. Sono ricominciate le scuole in quel periodo e non so perché ma qui la prima cosa che fanno è portarli in gita, quindi tutta la scuola sul mio treno. Ho pregato che prendessero il treno prima ma no, hanno preso il mio, quindi una 60ina di ragazzi sotto i 14 anni che giocavano alle 7.30 a chi rideva più da scemo..ovvio hanno vinto tutti a parte me che rodevo dal sonno arretrato.
Non contento il destino beffardo il giorno dopo mi ha regalato una comitiva di vecchietti che a pensarci bene sono peggio dei ragazzi, arzilli alle 6 di mattina, alle 7 potrebbero andare a ballare, urlano dato che alcuni sono sordi e parlano tutto il tempo in svizzero. Vedere dal di fuori un treno svizzero con i giovani che non parlano e hanno le cuffie inchiodate alle orecchie e gli anziani che parlano a ruota libera e' uno spettacolo, proprio perché quelli stessi anziani da giovani probabilmente non avranno mai parlato con nessuno. So che una mia amica pendolare in Italia avrebbe da ridere ma l'abitudine tutta italiana di parlare tra pendolari in Italia un po' mi manca, ogni tanto trovo qualche amico o collega sul treno quindi si chiacchiera, chiaro non la mattina presto, ma è raro.
La gente si fa molto i fatti suoi, giocano con gli smartphone, ecco questi aggeggi quando viaggiavo in Italia non esistevano ancora, al posto dell' iPad c'era il libro cartaceo. Com'è cambiata la vita in così poco tempo. Il treno potrebbe essere un luogo di incontro e in effetti lo è anche, qui il giornalino metropolitano pubblica annunci alla sera di chi ha visto qualcuno in treno e vuole rintracciarlo, si scrivono le cose più assurde, generalmente con sigle incomprensibili ma il succo è sempre quello: giovane cerca bella ragazza vista in treno stamattina, prego scrivere al cellu ...
È buffo come la tecnologia modifichi certe cose ma non le cambi, la voglia di conoscersi, di scambiarsi opinioni rimane.
Dal finestrino del mio treno mi preparo a vedere una consolazione della mia sveglia mattutina: il lago. Può essere coperto,come oggi, ma il lago è sempre lì, tutte le mattine che mi aspetta e io ora me lo godo!
sabato 1 settembre 2012
Viaggio e riviaggio e rispondo a qualche domanda
Ho partecipato settimana scorsa alla rubrica di Piperpenny: corridoio o finestrino?
Potete legger la mia intervista qui.
Buona lettura.
Potete legger la mia intervista qui.
Buona lettura.
sabato 25 agosto 2012
Come trovare casa
In queste ultime settimane ho ricevuto
diverse richieste di aiuto, gente che si deve trasferire in svizzera e non
capisce come funziona qui.
Ho già parlato, credo, in altri post della
difficoltà di trovare un appartamento in Zurigo e fuori, citando anche i soliti
motori di ricerca: homegate.ch e immoscout24.ch, i piu‘ gettonati e quindi
anche piu‘ attendibili.
Da poco ho scoperto che è stato creato
anche un interessante gruppo su facebook che si riferisce a wohnung
(appartamento in tedesco) e poi di seguito la città in cui si affitta.
Quello che non sapevo è che ci sono agenzie
che chiedono soldi per trovarvi casa, ecco questo no!
Dato che già vi dovrete svenare per pagare
le seguenti cose:
·
Caparra
· Se ve li chiedono 3 mesi d’anticipo,
ma non è obbligatorio
· Assicurazione sui danni verso terzi
Non vi sognate neanche di dover
pagare una agenzia che vi trovi casa, piuttosto dormite sotto un ponte. Forse
esagero, quello che vorrei far capire che trovare casa nel canton Zurigo è un inferno,
ci puo’ voler molto, ma non è impossibile. Noi stranieri purtroppo siamo fuori
dal giro degli svizzeri nati e cresciuti qui, quindi gli appartamenti migliori
e con affitto bloccato ce li dobbiamo scordare. In ogni caso ne rimangono
veramente tanti, si tratta solo di cercare. Magari allargando la ricerca alla
periferia di Zurigo.
Faro’ un favore a tutti
analizzandovi le zone di Zurigo da nord a sud :
Comincio da Nord, la zona che
conosco meglio dato che ci vivo..
È un’altra città rispetto a Zurigo
ma con i treni veloci è a un massimo di 20 minuti quindi è fattibile vivere a
Winterthur e lavorare su Zurigo. Da Winterthur fino a Zurigo è tutto un
susseguirsi di paesi ben collegati al centro, quelli con almeno due S-bahn che
lo collegano a Zurigo , sono Glattbrugg, Wallisellen, Dietlikon, Bassersdorf,
Opfikon. Ci sarebbe anche Kloten che ha solo un treno ma essendo il paese
dell’aereporto basta raggiungerlo e poi si è dovunque.
Questi paesi sono abbastanza
serviti, la zona di Dietlikon ha l’ikea e diversi centri commerciali, nonché un
cinema multisala. Si è fuori dal centro e si puo’ godere della natura ma non
siete vicino ai laghi. Il tragitto in treno per il centro, quindi per il lago,
non supera quasi mai i 15-20 minuti. Una specie di metropolitana.
Questa descritta sopra è piu’
precisamente la zona a nord-est.
A nord ovest troverete Regensdorf e
altri paesi in direzione del canton Aarau, o Argovia in italiano, proprio sopra
il paese di Dietikon, dove c’è una ikea..lo so, sono talmente svegli qui che
nel canton di Zurigo ci sono due ikea in due paesi che differiscono per una L!
Su queste zone non vi so dare
impressioni dato che la conosco poco, è di sicuro comoda per chi lavora in
direzione nord-ovest ma anche in città.
Zurigo ha diverse zone quasi
inaccessibili, nel senso che sono molto care, la zona di Hoong dove c’è l’ETH,
ma anche la zona dello Zoo e di Bellevue. Chiaro trovate ma spenderete un po’
di piu’ del normale.
Zone economiche in Zurigo sono : Oerlikon (dipende pero’),
Schlieren, Altstetten e poche altre.
Il
sud di Zurigo si distingue per le due coste, la costa di Zollikon, Stäfa
etc. chiamata la costa d’oro sia per il sole sia per i prezzi, è cara ma le
case qui sono stupende, molte vista lago.
Unica pecca : da Meilen in poi
questi paesi sono serviti da un unico treno, l’s7 e arrivarci in macchina
dovendo passare da Zurigo è un inferno.
A sud sud trovate anche Rapperswill,
molto carina, ma distante da Zurigo e
uscire dalla cittadina in certi orari è quasi impossibile dato il traffico, in
pratica fa un po’ da imbuto.
L’altra costa, anche detta costa del
raffreddore, dato che non è esposta al sole, è abbastanza ambita pure lei.
Treni anche qui ce ne sono abbastanza fino a Horgen poi scarseggiano, a poco
piu’ di metà della costa comincia il canton Svitto quindi troverete Wollerau
abitatissimo, gli affitti sono piu’ alti ma le tasse in questo cantone sono tra
le piu’ basse della svizzera quindi molti
vanno ad abitarci.
Segnalo su questa costa Thalwil, ben
servito e con una buona scelta di negozi etc.
Sulle due coste all’interno trovate
altri paesi che ormai stanno assumendo le dimensioni di città per lo standard
svizzero : Uster,Wetzikon per citarne due. Sono molto ben collegate e in questi ultimi
anni hanno costruito molto quindi troverete anche case nuove da affittare.
Vi ricordo che potete mettere
annunci sulla bacheca di internations.org, nel forum dedicato a Zurigo.
E’ un ottimo mezzo per scambiarsi
informazioni tra espatriati. E’ in lingua inglese.
Se avete domande etc. vi rimando al
sito www.incontritaliani.wordpress.com
e al forum www.incontritaliani.forumfree.it.
Postate una domanda e vedrete che
altre expat come me vi daranno le informazioni che cercate!
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